Storie di Moto: i soldi non comprano la felicità (e neanche le vittorie)

Storie di Moto
giovedì, 09 luglio 2026 alle 20:30
1977: Guido Valli vince la Poggibonsi-Castellina
Nel mondo degli sport motoristici il successo è legato a due valori, entrambi importanti: il talento del pilota e le prestazioni del mezzo meccanico. Il problema nasce appunto dal fatto che il mezzo meccanico più performante solitamente richiede investimenti economici maggiori, sia per la realizzazione che, conseguentemente, per l’acquisto.
Eppure il vecchio proverbio con il quale spesso cerchiamo di consolarci per qualche forzata rinuncia, qualche volta riesce invece a sovvertire la valutazione con la quale abbiamo iniziato questo racconto.

Torniamo indietro al 1977

Siamo all’inizio della stagione sportiva 1977: Michele Verrini, dinamico direttore commerciale dell’Aspes con un brillante passato di giornalista, riesce finalmente a concretizzare la sua idea: organizzare un trofeo monomarca che possa consentire ai piloti, giovani di belle speranze e rider più esperti, di confrontarsi con una sostanziale parità di mezzi.
Parte l realizzazione di una settantina di moto “pronte corsa” direttamente derivate dalla Juma, la brillante 125 stradale già in produzione, e vengono vendute al prezzo politico di un milione di lire (IVA compresa). Dopo una lunga trattativa con la FMI, abbastanza reticente verso una proposta così innovativa, nasce il Criterium Aspes Juma.

Un campionato poliedrico

Il calendario prevede un totale di otto gare: sei in circuito e due in salita, una specialità all’epoca in gran risalto e dalla quale sono emersi piloti come Pier Paolo Bianchi e Giacomo Agostini, tanto per fare due nomi.
Proprio in salita è prevista la gara inaugurale del nuovo trofeo, il 19 giugno sulle veloci curve che da Poggibonsi, anzi più precisamente da Sant’Antonio al Ponte, portano a Castellina in Chianti, sulle splendide colline del Chianti senese. Però subito nascono i problem: il commissario federale designato alla gara non vuol far partire i piloti Juma, in quanto il Regolamento Particolare della gara non prevede la speciale categoria del trofeo. Questo malgrado ben due settimane prima, il 4 giugno, l’Ufficio Sportivo della stessa FMI ne avesse approvato il regolamento ed il relativo calendario.

Aggirato l'ostacolo

Con un’abile mossa diplomatica Verrini riesce però ad aggirare l’ostacolo facendo inserire le Juma nella classe 125 Sport, dove queste piccole moto tutte uguali, e derivate dalla serie, sembrano destinate a fare da contorno. La Salita a quei tempi era un campionato importante e i migliori disponevano di mezzi pressoché identici alle GP del Motomondiale. Per esempio c'erano le fantastiche bicilindriche MBA-Morbidelli, allora dominatrici della 125 GP iridata. Ma anche dalle Harley Davidson Aletta e le bicilindriche Yamaha-Italjet Buccaneer omologate Sport. Lo stesso Verrini provvederà poi a compilare la classifica del trofeo estrapolando i piloti interessati dalla classifica generale. Era unna soluzione “casereccia”, ma avrebbe salvato capra e cavoli.

E qui scoppia la bomba!

Fra la sorpresa generale le Aspes Juma sulle colline del Chianti, monopolizzano il podio. Davanti a tutti Guido Valli , già due volte campione nazionale della montagna nel 1974-75, che ha scelto l’Aspes per il suo rientro alle gare dopo un terribile incidente al Mugello. Sui 6,7 km del tracciato sale con un 3’44”8 alla fantasmagorica media 107,225 di media, su una strada di collina estremamente tortuosa, nella foto d'apertura. Alle sue spalle l’esordiente liceale 19enne Stefano Ferretti in 3’45”4, che precede di un soffio Gianfranco Sabatini con 3’45”8. Eccoli nella foto qui sotto
Michele Verrini, conFerretti  Valli e Sabatini alla premiazione finale
Curiosamente i primi tre classificati in Toscana saranno anche i primi tre nella classifica finale del Criterium a fine stagione!

La sofisticazione non paga

Le Aspes Juma avevano ettamente superato le più potenti, e soprattutto costose, MBA-Morbidelli bicilindriche. I piloti che avevano speso somme ingenti per dotarsi della moto migliore vedono strappare di mano sia le coppe che i premi in denaro all’epoca previsti dal regolamento. Immaginate le ire dei favoriti fra i quali Bruno Vasetti, uno dei migliori interpreti della salita nazionale, che nell’occasione deve accontentarsi del quarto posto in 3’47”0 davanti all’altra Morbidelli di Fabrizio Frollani in 3’47”2. Bruno Vasetti si sarebbe ampiamente rifatto comunque negli anni seguenti, tricolore nel biennio 1978-79.
1977: Bruno Vasetti con la MBA Morbidelli 125 alla Poggibonsi-Castellina
Ecco, quel giorno sulle colline toscane il proverbio si è avverato: le piccole Juma hanno felicemente la meglio sulle rivali che costano due volte, due volte e mezzo di più! I soldi non comprano tutto.
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