Mattone dopo mattone, il motociclismo moderno sta abbattendo credibilità e identità costruite in un secolo di emozionanti sfide in giro per il Mondo. Siamo arrivati al punto di togliere la vittoria ad un pilota che all'ultimo giro di una forsennata passa con la ruota davanti per un centimetro sul "verde" del cordolo interno. L'ultima mazzata nella SportBike Mondiale a Magnuy Cours.
Breve racconto dell'ultimo scandalo: David Salvador ha affrontato l'ultima chicane di Magny Cours con una muta di cani rabbiosi alle spalle. Parliamo di una stretta chicane, dove azzeccare la linea giusta ha messo in crisi fior di campioni, immaginate all'ultimo giro decisivo di una gara da risolvere in volata. Salvador ha toccato impercettibilmente la zona verde del cordolo interno, il famoso "track limits", al punto che in diretta nessuno si è accordo di niente. Spettatori, commentatori tv, piloti in pista e perfino gli stessi canali social dell'organizzatore erano convinti che avesse vinto Salvador. Invece tre minuti dopo, la doccia fredda: "Il vincitore cede una posizione per track limits". Così il britannico Fenton Seabright si è visto assegnare il primo successo iridato. Salvador ha perso una gara vinta, e cinque punti in più avrebbero fatto tanto comodo anche nella classific Mondiale ancora molto concentrata. L'anno prossimo salirà in Supersport con la Kawasaki ufficiale. Chi ci ha rimesso davvero la faccia è il motociclismo.
E' la regola, ma è sbagliata
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C'è un regolamento" sosterranno i benpensanti. Si, c'è una regola. Ed è proprio questo l'aspetto drammatico della questione: quale mente perversa può aver partorito una scempiaggine simile, che contraddice un secolo di sfide all'ultimo tuffo, le vittorie mozzafiato tutto-o-niente, le imprese e i sorpassi impossibili. I piloti non sono persone normali, sono atleti formidabili, anche i ragazzini della SportBike, la entry level della
Superbike. Ma discernere un centimetro di traiettoria alla chicane di Magny Cours, in un arrivo in volata, è un'impresa ben oltre le capacità degli stessi campioni. Track limits, pressione delle gomme da tenere a bada durrante le gare MotoGP, chi pià ne ha ne metta. Irmai è un florilegio di cazzate. Si è arrivati al punto di penalizzare i sorpassi da leone, come
Marquez contro Acosta nella Sprint a Buriram quest'anno. In un'altra epoca una manovra così avrebbe fatto scorrere fiumi d'inchiostro, oggi è contro le "regole". Assurdo.
La Superbike si sta giocando la reputazione
La gravità dell'episodio della SportBike a Magny Cours è tripla, perchè avvenuto nel paddock della Superbike, l'antica arena dei piloti duri-e-puri. Applicare questo tipo di regole in questo specifico contesto significa distruggere trent'anni di storia, di sfide, di sorpassi. Che i giudici non abbiano pensato neanche un momento cosa stavano decidendo, e se non sarebbe stato più in linea dire "okay, c'è stato un'nfrazione di track limits, ma viste le particolari circostanze (ultimi giro, arrivo in volata, abbiamo deciso di non applicarla". Fare il giudice, anche nei tribunali veri, significa contestualizzare la legge e applicarla con discernimento. Ma qui niente: c'è una regola e non pensano al danno gigantesco d'immagine che si innesca. Un pò come la zavorra di sei chili imposta ad Alvaro Bautista per l'unica colpa di essere piccolo, leggero e di aver vinto due Mondiali di fila.
Un Mondiale in retromarcia
Fra l'altro stiamo parlando di una Superbike che sta correndo velocissima, ma a marcia indietro. Un campionato che vogliono sempre più somigliante alla MotoGP, senza comprendere che questo processo significa allontanarlo dalle origini, dalla propria storia e identità, creando una frattura con milioni di appassionati che non si riconoscono più e stanno velocemente voltando le spalle. Un paddock dove si applicano le regole al millimetro, ma poi ci si dimentica di annunciare il cambiamento di valori regolamentari sul flussometro Superbike, cioè il dispositivo che dovrebbe assicurare il bilanciamento delle prestazioni. Già, pare impossibile ma è successo proprio a Magny Cours: dopo due mesi di vacanza, il venerdi si sono svolte le prove, e nessuno sapeva che le regole erano cambiate. Lo hanno detto il sabato mattina: altro che track limits...
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@CorsedimotoIl vincitore perde una posizione per track limits