Benda stupisce con P51. La Casa cinese ha scelto proprio il nome del leggendario aereo da caccia Mustang per una moto che riscrive le regole della velocità. La P51 ha un cuore ibrido racchiuso in un corpo da cruiser futuristica.
La nuova creatura made in Cina è una 250 cc ma super scattante: da 0 a 100 km/h in soli 3,7 secondi. Il segreto è in un’architettura che definire insolita è poco: un motore bicilindrico boxer da 250 cc, raffreddato a liquido, abbinato a un propulsore elettrico posizionato strategicamente sotto il termico.
Insieme, i due motori sprigionano una potenza combinata di circa 62 CV, ma è il dato della coppia a far tremare i polsi: ben 100 Nm. Questi numeri solitamente appartengono a cilindrate triple o quadruple. Il segreto è l’ibrido modulare di Benda, dove la spinta istantanea dell’elettrico trasforma una tranquilla cruiser in un proiettile capace di bruciare il semaforo con la cattiveria di una maxi sportiva.
Look Cyberpunk e leggerezza inaspettata
La P51 sembra uscita direttamente da un set cinematografico ambientato nel 2050. Il design è un mix di personalità e richiami aeronautici, con un faro a LED che ricorda la presa d'aria di un caccia e linee muscolose che nascondono una ciclistica raffinata.
Nonostante la presenza della batteria (alloggiata posteriormente per bilanciare i pesi) e del sistema elettrico, la P51 ferma l'ago della bilancia a 178 kg in ordine di marcia. Un risultato eccellente ottenuto grazie all’uso massiccio dell’alluminio per il telaio principale, mentre il sottotelaio tubolare in acciaio strizza l’occhio al mondo vintage, creando un contrasto visivo davvero riuscito.
Sogno o realtà?
Come ogni
concept che si rispetti è sempre la stessa: la vedremo mai in strada? Benda, per ora, si gode l’effetto sorpresa e lascia la porta aperta, dichiarando che il futuro di un modello di serie basato su questo prototipo è in fase di valutazione.
Resta il fatto che, in un mercato che cerca faticosamente la via della transizione ecologica senza rinunciare alle emozioni, la P51 rappresenta una delle proposte più concrete e affascinanti degli ultimi anni. Non è solo una moto, è la dimostrazione che l’innovazione non ha confini geografici e che il "piccolo" boxer cinese ha tutta l'intenzione di farsi sentire, e forte.
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