Si attendeva un mercato piloti MotoGP scoppiettante e ricco di colpi di scena. In realtà ci ritroviamo davanti a tanti rumors che si susseguono senza conferme ufficiali, a causa del braccio di ferro tra l'MSMA e Liberty Media sulla distribuzione dei profitti. Una clama apparente surreale nel paddock, dietro cui si celano tensioni e prove di forza. Intanto la Yamaha avrebbe messo a segno il secondo colpo, dopo quello di
Jorge Martin.
Contesa tra MSMA e Liberty Media
Il nuovo Patto della Concordia, fondamentale per definire il futuro del campionato MotoGP dal 2027, non è ancora stato firmato. Tutto ruota intorno al denaro e chi è al vertice del Motomondiale non sembra disposto a cedere. Le trattative su regole, premi in denaro e distribuzione dei profitti stanno andando avanti più del dovuto, creando un certo malcontento tra i team factory.
In realtà, il nuovo quadro normativo avrebbe dovuto essere definito mesi fa, dato che la stagione 2026 è già iniziata e i nuovi regolamenti entreranno in vigore nel 2027. Ma non è stato così. E secondo diverse fonti interne al paddock, l'ostacolo principale è il mancato aumento di risorse finanziarie nelle casse di team e costruttori. Nonostante la crescita economica della MotoGP negli ultimi anni.
Fumata grigia in Texas
Le squadre cercano un modello simile a quello della Formula 1, dove i ricavi del campionato vengono distribuiti direttamente in base agli utili generati. La MotoGP, d'altro canto, è intenzionata a mantenere il sistema attuale, basato su importi fissi concordati in precedenza. Questa differenza di approccio complica qualsiasi tentativo di raggiungere un accordo. Inoltre, le richieste ai team aumentano: maggior coinvolgimento nel marketing, una presenza più assidua agli eventi promozionali, più contenuti, più personale... con conseguente aumento dei costi.
La proposta attuale di Liberty Media prevede un aumento di un milione di euro rispetto all'accordo precedente, ma le richieste prevedono spese superiori. La fase di stallo si è acuita durante il weekend di Austin, dove i vertici di Liberty Media hanno tentato di chiudere l'accordo. Ma c'è stata fumata grigia, le due parti restano distanti, con la MotoGP che si ritrova al centro di una "guerra diplomatica" senza precedenti. Da qui la scelta dei marchi di non ufficializzare le mosse di mercato.
Il mercato piloti 'ufficioso'
Pur senza annunci ufficiali, si continua a disegnare la griglia di partenza del 2027. Quando le firme saranno confermate dai diversi team, forse nessuno si stupirà più. Ricapitolando, tutto è iniziato con il rinnovo di Marco Bezzecchi con Aprilia, l'unico accordo ufficialmente confermato finora, sebbene circolassero già voci di un prolungamento di contratto tra Marc Marquez e Ducati. Tutto è in sospeso e sul nove volte campione del mondo ancora on è dato sapere se firmerà per un anno, due o se l'infortunio lo costringerà a prendere scelte estreme.
La prima vera anticipazione di mercato ha riguardato Pedro Acosta nel box Ducati factory, mentre Pecco Bagnaia passerà in Aprilia. Jorge Martin si unirà al team ufficiale Yamaha, prendendo il posto che Fabio Quartararo lascerà libero passando alla Honda. Anche David Alonso entrerà a far parte del team, compiendo il salto dalla Moto2 alla MotoGP. Di conseguenza,
Luca Marini e Joan Mir dovranno trovare una nuova posizione libera in griglia. Al momento anche Alex Rins resta fuori dai giochi, dopo l'ultima bomba di mercato. Secondo Motorsport. Ai Ogura sarebbe stato scelto per affiancare Jorge Martin nel team ufficiale, chiudendo così le porte alle possibilità di Luca Marini di guidare una M1.
Come preannunciato nei giorni scorsi, anche Daniel Holgado approderà in MotoGP nel 2027, grazie alla fiducia riposta in lui da Ducati e, in particolare, da Gresini Racing. Alex Marquez al termine di questa stagione abbraccerà il progetto KTM, in quanto desideroso di approdare in un team ufficiale. La Casa austriaca ancora non ha deciso se confermare Brad Binder o promuovere Maverick Vinales, mentre Enea Bastianini starebbe guardando con interesse ad un ritorno in Gresini.
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