Pirelli sfida Michelin: polemiche sulla pressione delle gomme

MotoGP
lunedì, 20 aprile 2026 alle 12:00
Gomme Michelin MotoGP
La polemica sulla pressione degli pneumatici in MotoGP è ritornata in auge dopo il Gran Premio del Texas. La penalità inflitta a Pedro Acosta, a distanza di ore dalla premiazione sul podio, ha riacceso il dibattito che sta causando non poco malcontento nel paddock. Una situazione difficile da gestire per Michelin, ma che Pirelli promette di cambiare.

Il caso Acosta ad Austin

Il problema non è nuovo, ma sta diventando sempre più critico: piloti che tagliano il traguardo in una determinata posizione e classifiche modificate negli uffici per non aver rispettato la pressione minima degli pneumatici durante la gara. Nel caso di Pedro Acosta, non ha raggiunto il 30% di giri al di sopra del limite richiesto per la gomma anteriore. Pit Beirer, il responsabile della casa di Mattighofen in MotoGP, ha già denunciato apertamente la situazione, incolpando Michelin e gli organizzatori del Mondiale.
Anche altri team e piloti stanno mettendo in discussione un sistema difficile da controllare in tempo reale, soprattutto a causa di fattori come l'"aria sporca", che aumenta la temperatura e la pressione del pneumatico anteriore quando si guida in gruppo. Questa situazione rende certamente difficile impostare correttamente la pressione iniziale e lascia tutto in balia di variabili imprevedibili.

Pirelli promette un cambio di rotta

In questo contesto, il responsabile delle competizioni di Pirelli, Giorgio Barbier, ha voluto chiarire che la questione non è semplice, ma assicura che in futuro si cambierà. "È importante che la gara possa 'finire' con la bandiera a scacchi", suggerendo che l'attuale sistema di penalità non sia del tutto convincente. "So che non tutti sono contenti di quello che succede dopo la gara", ha evidenziato il manager. "Se l'attuale fornitore richiede questa regola, è perché crede che ci possa essere un problema di sicurezza".
La base tecnica ha senso, ma l'applicazione è discutibile. Il vero problema risiede nell'imprevedibilità del sistema. Le variazioni di pressione durante la gara, soprattutto a causa dell'effetto "aria sporca", rendono la scelta della pressione iniziale corretta quasi una lotteria. Ed è qui che iniziano i problemi: piloti che spingono al limite, team che calcolano alla cieca, sanzioni che arrivano quando è troppo tardi per cambiare qualcosa.

I dubbi della Pirelli

Con lo sguardo rivolto al 2027, Pirelli sa che dovrà riscrivere i regolamenti da zero. I suoi pneumatici avranno una struttura diversa, pressioni più elevate e un comportamento diverso rispetto a quelli Michelin. Ma resta un punto interrogativo su quanto avverrà dall'ingresso in MotoGP. "Non sappiamo ancora cosa succederà ai nostri pneumatici - ha ammesso Giorgio Barbier -. Abbiamo carcasse, dimensioni e mescole diverse, quindi il comportamento della pressione sarà diverso".
In parole concrete, Pirelli cercherà di risolvere la questione delle pressione, ma invita alla cautela. "Prima di tutto, stabiliremo nuovi limiti e vedremo come si comportano, poi decideremo cosa fare... È importante che la gara finisca con la bandiera a scacchi".
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