Fabio Di Giannantonio racconta le emozioni di un Gran Premio di Catalunya piuttosto complesso.
Il primo trionfo di GP con i colori VR46 (il secondo dopo quello del 2023 con Gresini Racing), poco dopo essere stato marginalmente coinvolto nel grave incidente di Alex Marquez. Fabio Di Giannantonio, come tutta la griglia MotoGP, chiaramente vive un mix di sensazioni alla fine della gara lunga in Catalunya. Dopo la paura (e un colpo alla mano sinistra) è arrivata la vittoria, ma il primo pensiero va sia al collega spagnolo che a Johann Zarco, protagonista del secondo bruttissimo incidente odierno. Non è stata una giornata facile oggi, le moto sono uno sport rischioso con in sella esseri umani, non dobbiamo mai dimenticarlo.
Fabio Di Giannantonio tra la paura e la vittoria di GP
"Mi sono davvero spaventato quando ho visto arrivare quella cosa [la ruota della moto di Marquez, ndr]. Devo rivedere le immagini, forse potevo spostarmi più a sinistra, ma in quel momento non riuscivo a reagire, ero terrorizzato e mi sono bloccato. Siamo umani". In conferenza stampa Fabio Di Giannantonio ha spiegato così gli attimi dell'incidente del pilota Gresini che l'ha coinvolto appunto solo leggermente (per sua fortuna). "Ho visto Alex andare nell'erba, tanti pezzi che mi venivano addosso... Io ho cercato di 'nascondermi', poi ho visto quell'ombra che arrivava e che mi ha colpito, ho cercato di rimanere in sella ma non ci sono riuscito".
Riguardo la gara dopo la terza ripartenza, è stato un altro ottimo weekend per il romano di VR46. "Abbiamo fatto una performance pazzesca per tutto il weekend, ma oggi siamo stati tanto fortunati: la caduta di Alex è stata spaventosa" ha dichiarato in seguito a Sky Sport MotoGP. Non era a posto dopo la caduta, ma è comunque ripartito. "I ragazzi del box mi hanno messo in mano una moto veramente incredibile. Ho visto che al primo giro bene o male ero OK, che potevo continuare, quindi ho cercato di fare il click". Ammettendo che "Non è facile quando non sai neanche come stanno gli altri. Sembra che ci odiamo, ma c'è un grandissimo rispetto tra di noi".
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