Marc Marquez è sbarcato in Brasile per il secondo Gran Premio del Mondiale MotoGP 2026. Il campione della Ducati ha chiuso il weekend in Thailandia con un podio nella Sprint e un ritiro in gara, dovuto alla foratura della gomma posteriore. Il circuito di Goiania sarà nuovo per tutti, una buona occasione per centrare la prima vittoria stagionale e spazzare via le prime nuvole grigie che si affacciano sul box della Rossa.
Marc Marquez e il ritiro
In un'intervista ad EFE mentre faceva tappa a San Paolo, Marc Marquez ha parlato nuovamente del suo ritiro. Un argomento che, da diverse settimane, continua a rimbombare sui media. Almeno fino a quando non ci sarà l'annuncio ufficiale del suo rinnovo con Borgo Panigale. Sicuramente non varcherà oltre la soglia dei 40 anni, come avvenuto per Valentino Rossi. "Bisogna valutare tutto, ho solo 33 anni... Spero di prolungare il più possibile, ma ho anche qualche intervento al corpo ed è difficile da gestire quotidianamente".
L'infortunio di Jerez nel 2020 e quello più recente a Mandalika hanno segnato il fuoriclasse della MotoGP. Ancora oggi la sua condizione fisica non è la migliore, come abbiamo visto a Buriram durante il primo round stagionale. "Non ce la farò fino a 40 anni, non preoccupatevi". Ma la trattativa con Ducati? "Siamo sulla strada giusta".
Tappa a San Paolo
Marc ha fatto tappa nella capitale brasiliana per partecipare ad un evento commerciale con Estrella Galicia 0,0, insieme al beniamino di casa Diogo Moreira, campione Moto2 e rookie della classe regina. Poi sarà il momento di concentrarsi sul prossimo Gran Premio che si terrà all'autodromo intitolato ad Ayrton Senna. Sarà un punto interrogativo per tutti: "È difficile definire un'aspettativa precisa. Prima dobbiamo conoscere la pista, sapere come si adatta al nostro stile di guida, alla nostra moto. Da lì vedremo cosa possiamo fare".
Marc Marquez non è preoccupato per come siano andate le cose in Thailandia, dove sul podio non è salito nessun pilota Ducati. "Ogni anno innovano e, quest'anno, dobbiamo continuare a lavorare come squadra per migliorare. Penso che non possiamo dipingere le cose in un senso o nell'altro dopo una gara, dobbiamo aspettare tre, quattro gare, e da lì vedere dove siamo".
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