Dopo un 2025 difficile e segnato da vari infortuni e interventi chirurgici,
Jorge Martin ha preso il decollo per tornare ai vertici della MotoGP. Un lungo lavoro fatto di pazienza, riabilitazione, allenamenti, attese snervanti, fino al doppio podio in Brasile che ripagano, solo in parte, i momenti complicati del suo recente passato.
Il calvario di Martinator
La gioia del pilota Aprilia non può essere compresa senza tenere presente il calvario che ha dovuto affrontare l'anno scorso. Dopo aver conquistato il titolo MotoGP con Ducati Pramac, è costretto a ripiegare sulla RS-GP, per lasciare il suo posto nel team factory a Marc Marquez. L'avventura con la casa di Noale comincia però nel peggiore dei modi, con un high side nel test invernale di Sepang, rimediando fratture alla mano destra e al piede sinistro. Poche settimane dopo subisce un altro infortunio in allenamento, con conseguente rottura del radio e fratture varie. Rientrato in pista in Qatar, ancora un incidente che gli provoca undici fratture alle costole e uno pneumotorace.
Nuovo periodo di stop, mentre il campionato MotoGP avanza senza di lui. Sceso in pista a Brno, la sfortuna continua in Giappone, quando in fase di partenza tocca il compagno di squadra Bezzecchi e registra una frattura alla clavicola destra. Alla fine del Mondiale risulta 21esimo in classifica piloti con appena 35 punti.
L'esempio di Marc Marquez
Durante questo periodo buio Jorge Martin ha trovato un esempio da seguire: Marc Marquez. Il pluricampione di Cervera ha fatto i conti con gli infortuni e le operazioni per ben quattro anni, tanto che stava pensando al ritiro. Poi il passaggio a Gresini, è tornato a sorridere, si è guadagnato un posto nel team Ducati ufficiale e ha vinto il titolo MotoGP a distanza di sei anni dall'ultima incoronazione iridata. Un esempio importante per Jorge, tanto che nei momenti più difficili i due si sono sentiti per darsi manforte.
"È un animale, so che vuole vincere tutto. Ma onestamente, a livello personale, quando ho deciso di chiamarlo, cosa che non è stata facile per me perché non è così facile tra piloti, era nel peggior momento della mia vita e lui era disposto ad aiutarmi", ha raccontato il pilota Aprilia a DAZN.
Il ritorno sul podio
Il doppio podio conquistato nel GP del Brasile ha un sapore particolare per Jorge Martin, consapevole adesso di avere una moto adatta a vincere. "Dopo i miei ultimi due interventi chirurgici a Valencia, mi sono allenato ininterrottamente per quattro o cinque mesi, senza saltare un solo giorno: alimentazione, allenamento, preparazione mentale, e alla fine è la somma di tutto. Ogni cosa ha la sua ricompensa, e siamo qui, dove meritiamo di essere. Questo è il risultato di un lavoro quotidiano, 24 ore su 24 , pensando a una sola cosa: tornare ad essere veloce. E ci stiamo riuscendo".
Il peggio è alle spalle, il pilota madrileno ha recuperato non solo la giusta condizione fisica, ma anche quella mentale. A suo dire, merito anche di un percorso interiore personale che l'ha avvicinato ulteriormente alla fede. "L'ultimo libro che sto leggendo è la Bibbia... bisogna sempre credere in qualcosa di più grande", ha ammesso il campione MotoGP 2024. "Sono stato 'chiuso' per quattro o cinque mesi, non ho saltato un giorno: alimentazione, allenamento, preparazione mentale... tutto ha la sua ricompensa".
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