Jorge Lorenzo ha detto addio alla MotoGP nel 2019, dopo un annus horribilis in sella alla Honda. In realtà il campione maiorchino non ha dovuto fare i conti solo con infortuni e una moto che non riusciva a gestire. Ma anche con problemi legali che gli hanno sottratto la serenità mentalità per continuare a restare in pista.
La guerra con il Fisco spagnolo
Dopo anni strepitosi con la Yamaha, con cui ha vinto tre titoli in MotoGP, Jorge Lorenzo ha prima tentato la fortuna con Ducati, nel biennio 2017-2018, poi ha scelto di condividere il box Honda con Marc Marquez. Un passaggio fortemente voluto anche da Alberto Puig, desideroso di allestire un dream team invincibile. Tuttavia, ciò che accadeva dentro il casco del numero 99 era molto più serio di un semplice problema di feeling. Mentre lui cercava di domare la RC213V, lo spagnolo stava combattendo una guerra parallela che lo stava consumando dall'interno.
Il campione sotto stress
Il cinque volte campione del mondo si è recentemente aperto nel podcast di Jordi Wild e le sue parole hanno dipinto un quadro personale terrificante. L'Agenzia delle Entrate spagnola ha preteso da lui oltre 35 milioni di euro per gli anni fiscali tra il 2013 e il 2016. L'accusa si basava sul presupposto che la sua residenza in Svizzera fosse una farsa, cosa che il pilota ha sempre negato.
Lo stress non si è limitato a causargli notti insonni, ma ha avuto ripercussioni sulla mente e sul fisico. "Lasciare l'intero esito ai tribunali e a qualsiasi decisione di un giudice ti provoca un'ansia e uno stress brutali. Infatti, nel 2019, oltre agli scarsi risultati ottenuti con la Honda, ho iniziato ad avere chiazze di calvizie nella barba e a perdere i peli. Se guardi le foto, ho perso il 90% della barba".
Gli agenti nel paddock
Il Fisco spagnolo ha inseguito Jorge Lorenzo anche all'interno del paddock MotoGP, durante i Gran Premi, con veri e propri blitz all'interno del suo motorhome. Vedere gli agenti fare pressione su di lui prima che scendesse in pista è stato un duro colpo per il suo morale. Jorge Lorenzo lamenta di aver dovuto sborsare milioni di euro solo per la difesa legale. "Mi chiedevano milioni, e tu devi depositarli. È l'opposto dell'Italia, dove devi depositare solo il 10% di quello che chiedono; qui è il 100% più multe, maggiorazioni, interessi...".
La vittoria finale
La difesa del pilota doveva dimostrare che il centro dei suoi interessi vitali ed economici si trovasse a Lugano. Alla fine, i tribunali hanno parlato e hanno chiarito la loro posizione. Il Tribunale Economico-Amministrativo Centrale (TEAC) si è pronunciato a favore di Lorenzo in diverse sentenze tra il 2021 e il 2023, respingendo le richieste delle autorità fiscali perché non era possibile dimostrare che avesse trascorso più di 183 giorni in Spagna. Ma il danno era ormai fatto. Quegli anni di incertezza hanno pesato molto, sebbene l'ultima chiamata dei suoi avvocati abbia portato un sollievo difficilmente paragonabile a qualsiasi trofeo.
La gioia di Jorge Lorenzo
L'emozione di quel momento supera persino quella di tagliare per primo il traguardo. "Lo abbiamo dimostrato e il giudice mi ha dichiarato innocente. E poi un giorno, inaspettatamente, i miei avvocati mi hanno chiamato e mi hanno detto: 'Abbiamo buone notizie, hai vinto la causa con il fisco'. Quello è stato uno dei giorni più felici della mia vita, anche più di quando ho vinto molti campionati del mondo, perché la vita può cambiare, può essere ingiustamente rovinata", confessa la leggenda della MotoGP.
Alla fine gli è ricresciuta anche la barba. "
E quando ho vinto, una settimana e mezza dopo mi è cresciuta la barba. Immaginate lo stress. Uno dei motivi per cui mi sono ritirato è stato proprio questo problema con il fisco". Dal prossimo anno rivedremo Jorge Lorenzo all'interno del paddock MotoGP, stavolta non da pilota, ma come coach di
Maverick Vinales.
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