Il 2025 ha ridato fiducia a Mir, reduce da anni difficili: la crescita di Honda gli permette di guardare con ottimismo al futuro.
Honda ha utilizzato nel modo corretto le concessioni e i risultati dei suoi piloti MotoGP sono decisamente migliorati quest'anno. Il team ufficiale HRC è anche riuscito a tornare sul podio, cosa mancava dal 2023, quando c'era Marc Marquez nel box. Ad aver spezzato la maledizione è stato
Joan Mir, terzo sia a Motegi sia a Sepang.
A lui il podio mancava da 1.421 giorni, nel 2021 ci era salito per l'ultima volta da pilota Suzuki.
Entrato in Honda nel 2023, ha trascorso anni con tante cadute e risultati deludenti. Sicuramente il 2025 è stato un anno che gli ha permesso di ritrovare il sorriso, grazie un progetto tecnico migliorato e una RC213V che finalmente gli ha permesso di tornare a ottenere piazzamenti più in linea con le sue aspettative. Di ritiri ne ha avuti comunque troppi, alcuni non per colpa sua, però in generale può essere fiducioso per il futuro.
MotoGP 2025, Mir ritrova il sorriso
L'inizio di stagione non era stato semplice, però c'è stato un momento nel quale si è verificato un buon passo in avanti. Mir ne ha parlato così a
Crash.net: "
Nella prima parte dell'anno, la cosa migliore che potessi fare con questa moto era arrivare tra i primi sette. Se qualcuno ha fatto qualcosa in più, è stato a causa delle condizioni o di situazioni particolari. Dopo Barcellona, abbiamo migliorato un po' l'aerodinamica e la connessione del motore. Era un aspetto che mi disturbava molto. E poi, personalmente, ho potuto fare un clic".
Anche se la gara a Motegi è stata qualcosa di speciale, è quella a Sepang che il pilota maiorchino ha gradito maggiormente: "Per il potenziale della moto in sé. Sepang non è una pista che storicamente si adatta molto bene a questa moto. E penso che quello che abbiamo fatto lì sia stato molto importante. Normalmente abbiamo problemi di aderenza, e Sepang è una pista con pochissimo grip. Per compensare abbiamo dovuto frenare molto, rischiando più degli altri. Ho gestito la situazione molto bene. Quindi direi che Sepang è stata la mia gara migliore".
Stile di guida e speranze per il 2026
Mir ha riscoperto il piacere di guidare la RC213V riuscendo a frenare forte, qualcosa che neppure ai bei tempi della Suzuki gli riusciva, perché la GSX-RR aveva altre caratteristiche: "Con la Suzuki, questo non era lo stile - racconta - ho dovuto adattarmi alla moto per essere molto più fluido, frenare un po' prima e rilasciare i freni prima. Quella moto richiedeva quel tipo di stile. E ora con la Honda sono tornato al mio stile naturale. Come in Moto3 e Moto2. È una cosa che mi piace molto, frenare davvero forte e mettere davvero la moto a terra. Ma è molto difficile farlo, perché rischio più degli altri e bisogna trovare il limite e la fiducia".
Il bilancio del Mondiale MotoGP 2025 è complessivamente positivo, anche se con un po' di cose che spera di migliorare per il 2026, anno importantissimo per più motivi: "È stato un anno chiave - commenta il due volte iridato - in cui abbiamo potuto cambiare le cose. Probabilmente, ho aspettato un po' più a lungo di quanto sperassi. Abbiamo avuto molta sfortuna e zero costanza. Ma in termini di prestazioni, potenziale del pilota, potenziale della Honda di ribaltare la situazione, è stata una stagione molto positiva. Ora abbiamo bisogno di un altro scatto, per cercare di trovare più costanza, con un po' più di potenziale. Perché se devo andare sempre al limite, sarà dura. Ma spero che l'anno prossimo partiremo da qui e andremo avanti".
Mercato MotoGP: che ne sarà di Mir?
Mir, come la stragrande maggioranza della griglia MotoGP, ha un contratto in scadenza a fine 2026 e dovrà fare risultati per garantirsi un posto anche nel 2027. È in quella lista di piloti che hanno vissuto anni difficili e che non hanno la sella assicurata, dunque serve fare qualcosa in più per evitare brutte sorprese.
Non è un segreto il fatto che Honda stia pensando di riprendere Marc Marquez, il cui rinnovo con Ducati non è certo. Anche se le parti proseguirebbero volentieri assieme, serve comunque trovare un accordo economico che oggi non c'è e che potrebbe risultare tutt'altro che semplice. HRC potrebbe avere le carte giuste per riportare a casa il nove volte campione del mondo.
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