Goiania è una pista da Mondiale? Ai piloti piace, ma la MotoGP merita il meglio

MotoGP
sabato, 21 marzo 2026 alle 7:47
Pecco Bagnaia
Com'è la pista di Goiania? Archiviata la prima (tormentata) giornata di prove, i piloti della MotoGP all'unisono si sono espressi favorevolmente. C'è chi ha esclamato "Una figata" (Pecco Bagnaia), chi ha parlato di un "Circuito divertente" (Jorge Martin, ma sostanzialmente tutti), chi trova "Sia giusto ci siano tracciati più piccoli e diversi dal solito" (un serafico Ai Ogura). Insomma: il rinnovato Autódromo Internacional Ayrton Senna è un po' piccino, ma come si suol dire "nella botte piccola ci sta il vino buono". Il layout non si discute, piace ai piloti, semmai è tutto il "contorno" a destare perplessità.

PISTA BELLA, MA QUANTI PROBLEMI

La piantina del tracciato non sembrava offrire grande varietà, ma chi ha visionato le gare della Desafio dos Campeoes della Moto1000GP del mese scorso, già si era reso conto che Goiania non fosse propriamente così male. Anzi: ci sono dei curvoni veloci, più di quanto possa sembrare. Con curve in sequenza da raccordare che garantiscono un'accezione tecnica alla pista che riporta il Brasile nel Motomondiale. Dove i problemi, non di poco conto, sono altrove.

GRADO A

Goiania ha conseguito il Grado A rilasciato dal FIM CCR Homologation Committee, nello specifico da Bartolome 'Tomé' Alfonso Ezpeleta (FIM Safety Officer), sebbene ci siano ancora dei punti in sospeso. Il diluvio dei giorni scorsi ha mostrato alcuni aspetti deficitari in termini di infrastrutture e costruzione dell'impianto. Non solo un asfalto che "Dopo ore e ore non si asciuga mai" (Pedro Acosta).

LUNGHEZZA E ASFALTO

Il tracciato ha ottenuto la certificazione di Grado A sebbene, da direttive vigenti, sia di lunghezza inferiore alla raccomandazione prevista ("Il layout ideale del circuito dovrà avere una lunghezza totale compresa tra 4.2km e 4.5km"). Sentendo l'opinione dei piloti, poco male. Non benissimo invece l'asfalto: drena, ma non in maniera uniforme. Va detto che la tipologia asfalto deve aprioristicamente esser approvata dal FIM CCR Circuit Homologation Committee, pertanto la responsabilità è condivisa. A proposito di sistema di drenaggio, non deve essere solo l'asfalto della pista a norma: lo deve essere anche quello della corsia dei box, aree di deflusso, vie di fuga, eccetera. Dalle immagini circolate nei giorni scorsi, non tutto ha drenato nelle tempistiche indispensabili per la congeniale disputa dell'evento.

VIE DI FUGA E SERVICE ROAD

Altro tema le vie di fuga. Per via delle dimensioni dell'impianto, su più tratti non è stato possibile attuare l'indicazione di 1/3 in asfalto e 2/3 di ghiaia. Anche su settori particolarmente veloci. In termini di sicurezza preoccupa, nell'eventualità di condizioni di pista completamente asciutta, l'ultima curva, ove non vi sono vie di fuga ampie e, basta un contatto e/o una caduta (banale chiusa di avantreno), per finire direttamente verso le protezioni senza margine d'errore. Vi è infine una problematica inerente le service road. In alcuni punti non hanno una superficie drenante (lo si è visto con gli allagamenti dei giorni scorsi) e uniforme ("realizzata in materiale solido e stabile"), come espressamente richiesto dal protocollo vigente. Le strade di servizio devono essere sostanzialmente parallele alla pista e devono consentire il regolare e veloce transito e passaggio di ambulanze, auto dei medici, autopompe, veicoli di soccorso, moto-taxi. L'anello interno ed esterno delle service road risulta inframezzato, non continuativo, al quale si può accedere dal paddock via 2 accessi. Tra l'altro la service road dovrebbe essere a doppio senso di marcia e, quando le circostanze non lo consentono, dovrebbero essere previste diverse aree di sosta dove i veicoli d'emergenza potranno sostare e consentire il sorpasso. In alcuni tratti gli spazi sono davvero esigui.
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