Di quest'anno un nuovo aggiornamento FIM sulle linee guida in caso di commozione cerebrale, problema molto serio per i piloti. Ecco di cosa si tratta.
La commozione cerebrale è un problema molto serio, dalla Federazione Internazionale Motociclismo ci tengono a ribadirlo con costanza: quest'anno infatti sono state aggiornate le linee guida in tal senso, come avviene ormai ogni quattro anni. Il motto è chiaro: "Nel dubbio, fermali", a indicare la grandissima attenzione per la problematica, quindi di non correre rischi per la salute dei piloti. A partire dal 2011, con i primi riferimenti nella Dichiarazione di Consenso Internazionale sulla Commozione Cerebrale nello Sport stilata nella conferenza internazionale dedicata, è diventato un problema finalmente considerato come si deve, visto che le conseguenze al cervello nel peggiore dei casi possono protrarsi per anni e costringere addirittura al ritiro dalle corse. L'ultimo aggiornamento risaliva al 2022, per questo 2026 è arrivato un nuovo malloppo di 22 pagine valido per tutti i campionati motociclistici FIM. Approfondiamo l'argomento con qualche dettaglio sui sintomi e come comportarsi.
Primi obblighi
"La commozione cerebrale è ora riconosciuta come un infortunio significativo che, come tipo di trauma cranico, se non riconosciuto e gestito correttamente può portare a impatti potenzialmente significativi a lungo termine sulla salute e sul benessere". Inizia così il documento apposito, spiegando quindi bene la riconosciuta importanza di questo problema. Da subito poi vengono chiariti alcuni aspetti in particolare, o meglio obblighi: non si deve tornare a correre o ad allenarsi finché i sintomi non saranno completamente spariti e che serve un programma di ritorno specifico e graduale, chiaramente sotto attenzione medica. Il periodo di stop minimo è di 10 giorni a partire dalla diagnosi (20 giorni in caso di piloti minorenni) includendo il giorno dell'incidente, ricordando che le lesioni alla testa possono rivelarsi anche fatali.
Le 9 R
Essendo il documento in inglese, sono le iniziali delle parole chiave: ve le elenchiamo,
- Reduce/Ridurre: si parla dei rischi di incappare in una commozione, e quindi della necessità di avere un abbigliamento adeguato, dal casco alla tuta all'airbag, in linea con le direttive FIM.
- Recognize/Riconoscere: capire i sintomi di una lesione traumatica del cervello, dal colpo diretto alla testa ad altre cause. I sintomi possono presentarsi immediatamente, oppure dopo minuti o anche ore, e possono risolversi in pochi giorni oppure avere effetti per anni.
- Remove/Rimuovere: un pilota non deve più correre finché la situazione non sarà migliorata. Stop obbligatorio immediato ad esempio in caso di perdita di coscienza, disorientamento o confusione, perdita di memoria, problemi di mobilità, per citarne alcuni.
- Refer/Riferire: già i sintomi citati sono tra quelli considerati "da bandiera rossa", che quindi richiedono immediatamente un'ambulanza se non è presente un dottore in zona, ed il pilota viene immediatamente fermato da qualsiasi attività. Servirà poi il personale medico apposito per chiarire se si tratta di commozione cerebrale o meno, con le dovute conseguenze.
- Rest/Riposo: consigliato per le prime 48 ore, non in maniera troppo restrittiva ma rimane comunque un aspetto importante. Attività leggere non provocano conseguenze, a meno che non i sintomi non siano importanti. Tutto sempre da programmare assieme al personale medico dedicato.
- Recover/Recupero: il periodo di fermo per il pilota che accusa il problema dev'essere ovviamente deciso dal personale medico che segue la situazione e quindi vede quando spariscono i sintomi, per impostare di conseguenza un programma di ritorno allo sport dedicato.
- Rehabilitation/Riabilitazione: il periodo di recupero, da decidere a seconda della durata dei sintomi.
- Return-to-sport/Ritorno allo sport: il programma da svolgere nel periodo di riabilitazione. Nessun pilota a cui è stata diagnosticata una commozione cerebrale può tornare in azione senza il via libera medico.
- Review/Revisione: gli effetti di una commozione cerebrale possono protrarsi nel tempo, consigliati quindi controlli, anzi obbligatori in caso di più concussioni, valutando anche la possibilità del ritiro in caso di sintomi seri.