Yamaha in difficoltà in questo inizio di stagione MotoGP 2026, dopo Austin non si intravedono progressi: il punto di
Jack Miller.
Il Gran Premio degli Stati Uniti è stato un calvario per la Yamaha, ancora lontanissima dall'essere competitiva. La M1 con motore V4 è un progetto ancora moto grezzo, i piloti si ritrovano abbastanza disarmati nei weekend di gara, perché finora non sono emersi dei punti di forza in grado di consentire loro di dare maggiormente battaglia agli avversari. Domenica, dopo solo 5 giri erano già a 10 secondi dal leader, Marco Bezzecchi.
Quello che ha più esperienza con motori V4 è Jack Miller, che sta cercando di fornire feedback utili per lo sviluppo, però c'è ancora tanto da fare. Ad Austin il pilota australiano si è classificato quattordicesimo nella sprint race e sedicesimo nella gara lunga, 0 punti conquistati. Domenica nelle ultime quattro posizioni dell'ordine di arrivo c'erano proprio i quattro piloti Yamaha, con Toprak Razgatlioglu quindicesimo e migliore della "pattuglia".
MotoGP Austin, Jack Miller fa il punto in casa Yamaha
Anche se non vuole vedere tutto nero, comunque Miller ha evidenziato le cose principali che mancano alla Yamaha in questo momento: "Da metà gara fino alla fine il ritmo non è stato male - riporta Motosan - siamo stati costanti, girando in poco più di 2:03. Sappiamo quali sono i nostri problemi: ci manca la velocità, dobbiamo migliorare sotto questo aspetto; e abbiamo bisogno di maggiore sensibilità all'anteriore, di più grip. Abbiamo tre settimane di pausa, quindi speriamo di poter apportare qualche miglioramento. Se non prima, almeno durante i test".
Migliorare il motore è una missione vitale, così come ottenere maggiore grip sia all'anteriore sia il posteriore. Il pilota australiano spera che ci saranno degli interventi al più presto: "Abbiamo chiaramente bisogno di un nuovo forcellone e di un nuovo telaio. So che questi interventi sono in corso, oltre al tentativo di perfezionare ulteriormente il motore. Prima di Jerez, non credo. Ma molti ingegneri stanno tornando in Giappone per lavorare lì e cercare di spingere al massimo. Siamo in una situazione difficile, quasi disperata. Il problema è che il campionato non aspetta nessuno, quindi dobbiamo sfruttare al meglio ogni opportunità e continuare a spingere".
M1 V4 2026: arriverà una svolta prima o poi?
Situazione quasi disperata, dice Miller. Un'espressione che fa intendere chiaramente che in casa Yamaha non è ancora stata trovata la corretta via per lo sviluppo della M1. C'era la consapevolezza che sarebbe stato un percorso difficile, anche perché il motore V4 non era mai stato adottato dalla casa di Iwata in MotoGP, dunque non ci si poteva aspettare una competitività immediata. Al tempo stesso, è normale che i piloti siano pesantemente frustrati, soprattutto non intravedendo una luce in fondo al tunnel. C'è tanto lavoro da fare.
Yamaha si sta impegnando tantissimo, su questo non ci sono dubbi, però quanto fatto finora non basta. Le parole di Fabio Quartararo ("Il team non ha idee per risolvere i problemi che abbiamo") sono preoccupanti. Il 2026 è sicuramente un anno di rodaggio in vista del 2027, quando ci sarà un nuovo regolamento tecnico e i valori in pista potrebbero un po' cambiare, però la casa giapponese deve trovare il modo di alzare il livello. È brutto vedere i suoi piloti così in difficoltà.
L'articolo con l'intervista originale in lingua spagnola su
Motosan.es