Moto2 e Moto3 in caduta libera, che ne pensano i team? "Sono tempi duri"

In Pista
giovedì, 16 aprile 2026 alle 13:15
Tempi duri per Moto2 3 Moto3: crollano ascolti e sponsor
Correvano gli anni novanta, gli anni di Omar Camporese, Renzo Furlan ed Andrea Gaudenzi protagonisti nel tennis ma anche di Loris Capirossi, Max Biaggi e Valentino Rossi.
Si parlava di tennis ma lo spettacolo, gli sponsor erano tutti nel Motomondiale. La 125 e la 250 avevano la stessa importanza della classe 500. Dal 2020 Gaudenzi è a capo dell'ATP. Dopo anni senza risultati, il tennis italiano è esploso con Sinner ma non solo. Anche Musetti, Paolini, Cobolli, Darderi, Berrettini & company hanno un grande seguito. Il tennis è diventato lo sport nazionale, la Formula1 è ultra seguita e il motociclismo?
Regge la MotoGP ma le classi minori sono in caduta libera. Nella classe regina il binomio Bezzecchi-Aprilia funziona. Bez è un bel personaggio e buca molto di più lo schermo di quanto lo facesse Pecco Bagnaia: è un dato di fatto. Di Moto3 e Moto2 invece si parla pochissimo. Gli ascolti televisivi sono costantemente più bassi rispetto a quelli della Superbike che invece, con Bulega leader su Ducati, sta andando benino.
Guido Pini ha vinto il Gran Premio delle Americhe Moto3, è uno dei candidati per il titolo Mondiale ma è praticamente uno sconosciuto. Ha appena 21mila followers su Instagram, nettamente meno di un tennista italiano numero 140 in classifica mondiale. Con Liberty Media le prospettive non appaiono rosee.
Ne parliamo con Stefano Bedon, Project Manager team REDS Fantic Racing, una delle squadre che si sono maggiormente rinnovate con l'arrivo del nuovo proprietario, il francese Eric de Seynes.
"Sono tempi duri per Moto3 e Moto2 - esordisce il manager veneto - i costi sono sempre più alti e la visibilità diminuisce. Ad esempio, a Sky non mandano più le interviste al parco chiuso, finita la gara passano immediatamente alla MotoGP: l'attenzione è in calo. Queste classi, invece, sono importanti perché sono l’ultimo traguardo raggiungibile da chi ha iniziato un percorso molti anni prima. Noi siamo l’università della moto. Ottenuto il diploma di laurea, c’è spazio solo per pochissimi eletti, ma la MotoGP ormai è un altro mondo. Alla classe regina arrivano in pochi e non sempre ci arriva chi ha più talento, ci sono anche altri fattori in ballo".
Il passaporto ormai è più importante del talento, lo sanno tutti. Intanto i costi lievitano in tutte le classi, MotoGP compresa. In top class, per altro, l'attenzione è focalizzata sui primi e può capitare che ci siano piloti di team ufficiali mai inquadrati dalle telecamere, è la legge dello spettacolo ma anche dello sport: chi vince piglia tutto, visibilità compresa, ma i costi restano gli stessi.
Tra l'altro il paddock è piuttosto chiuso e se in Superbike chiunque può comprare un grosso pacchetto di pass ed organizzare una bella festa con i propri sponsor ed i rispettivi clienti, nel Motomondiale è molto più complicato, anzi, quasi impossibile. Per questo, negli ultimi anni, tra i team si sta affermando un modello diverso. Non più basato solo sulle sponsorizzazioni ma anche su Case Costruttrici con un interesse diretto, come CF Moto, oppure su appassionati facoltosi, in grado di reggere il peso economico di una stagione agonistica di questi livelli.
"Noi ora possiamo contare su un grande appassionato e professionista come Eric de Seynes – afferma Stefano Bedon- che è stato Presidente Yamaha e gode di grande prestigio nel nostro mondo. Eric sta creando un grosso centro a Vidame, in Francia, per crescere e valorizzare piloti e tecnici non solo transalpini. Noi ci sentiamo parte di questo progetto, siamo il quinto anno di università e contribuiremo a dare il diploma di laurea ai più meritevoli”.
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