Il Mondiale Endurance FIM EWC spariglia le carte delle derivate: case presenti e nuovi investitori

In Pista
mercoledì, 17 giugno 2026 alle 7:30
Endurance FIM EWC
Il Mondiale Superbike "monomarca" Ducati? Beh, esiste un altro campionato con moto derivate dalla serie che, nell'ultima gara disputata, ha visto le 6 case costruttrici presenti ai primi 6 posti della classifica finale.
Il Mondiale Endurance FIM EWC no, non è un'isola felice: i problemi non mancano, il cambio di promoter (da Warner Bros Discovery Sports Events alla EMP capeggiata da Claude Michy) ha sì avvicinato il pubblico in pista (incremento di spettatori tra Le Mans e Spa), ma allontanato i media e gli spettatori "occasionali". Tuttavia, questo non sembra pesare granché al momento. I costruttori si interessano sempre di più ad una formula appetibile, persino sponsor di campionati "concorrenti", vedi la stessa Superbike.

ESSENZA INALTERATA

Dalla sua genesi ad oggi, il Mondiale Endurance motociclistico ha un pregio: non è stato snaturato. Giunti al Terzo Millennio, passando tra le mani di svariati organizzatori registrando almeno un paio di fallimenti/scissioni, le competizioni motociclistiche di durata restano tali. La sua essenza, insomma, resta intaccata. Vince chi prima arriva, ma l'importante è, per l'appunto, arrivare! Vero: oggi le 8 e 24 ore sono gare sprint dove i top team viaggiano al massimo dal primo all'ultimo giro di ogni stint, ma in fondo in alcuni grandi eventi (8 ore di Suzuka in primis) è sempre stato così. Una formula, sebbene non sia compresa ed apprezzata da tutti, che riscuote un dignitoso riscontro e piace alle squadre (46 team iscritti in forma permanente alla stagione 2026) ed alle Case.

6 COSTRUTTORI AI PRIMI 6 POSTI

Cinque sono i costruttori rappresentati con team ufficiali (Yamaha, Honda, Suzuki, Kawasaki e BMW), sei presenti ad ogni appuntamento. Con la recente 8 ore di Spa che ha visto BMW conquistare la vittoria a precedere Yamaha, Kawasaki, Suzuki, Honda e Aprilia, sesta assoluta vincendo la classe Superstock con la RSV4 1100 schierata dall'italianissimo team REVO-M2 con un equipaggio (Kevin Calia, Simone Saltarelli e Flavio Ferroni) tutto tricolore. Ebbene sì: 6 case presenti, 6 ai primi posti all'esposizione della bandiera a scacchi. Incredibile da dirsi nel motociclismo contemporaneo.

L'INTERESSE DELLE CASE

Le Case sono attivamente coinvolte nella specialità, basti pensare che alla 24 ore di Le Mans erano presenti in loco, tra gli altri, Sven Blusch (boss BMW Motorrad Motorsport), Niccolò Canepa (Yamaha Racing Sporting Manager) e Shinichi Sahara (tuttora a capo delle attività sportive Suzuki). I quali hanno preferito la 24 ore rispetto alla concomitante tappa del Mondiale Superbike ad Assen che si svolgeva nel medesimo fine settimana.

NUOVI INVESTITORI

C'è di più. EMP (acronimo di Endurance Moto Promoter) capeggiato da Claude Michy non soltanto ha coinvolto tutti gli organizzatori degli eventi previsti dal calendario (pertanto la stessa Honda) nel direttivo, ma tra i soci con una quota del 10 % rientra anche Motul. Attuale title sponsor del Mondiale Superbike, entrata a giocare un ruolo di prim'attore anche nel FIM EWC con una serie di iniziative (il Motul Challenge a sostegno dei team privati) e di proposte ad ampio respiro per il futuro. Qualcosa, insomma, si muove, anche in un panorama come quello delle derivate dalla serie che sembra in sofferenza.
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