Il 29 luglio del 2001 la F1 ruggì per l'ultima volta sul velocissimo tracciato di Hockenhiem, prima che cambiasse radicalmente faccia con lo smantellamento della parte più veloce, misteriosa ed iconica.
Il celebre Hockenheimring oggi non è più di un volta, ormai la Formula 1 non ci corre neanche più. La Foresta Nera si è
ripresa una parte del vecchio circuito e così quel giorno di 25 anni ci pare preistoria. Il vecchio Ring misurava 6.825 metri, poi è stata sostituita dalla nuova configurazione di neanche cinque chilometri. E' sparita tutta la parte più veloce: due rettilinei interminabili e in mezzo la tremenda OstKurve, teatro di tragici incidenti. Ma chi è stato l'ultimo Re del vecchio Hocknheimring?
Il
brutto incidente d’inizio gara
La stagione
2001 è stata una
delle annate favorevoli alla Ferrari di tutta la storia. Ma in quella gara tedesca la Williams motorizzata BMW dette scacco a tutti, Rossa compresa. I lunghi rettilinei dell’Hockenheimring erano
perfetti per il motore dell’azienda bavarese che infatti occupò tutta la prima
fila. Juan Pablo Montoya si piazzò in Pole davanti al compagno Ralf Schumacher
mentre il fratello Michael con la rossa non andò oltre il quarto tempo. In mezzo ci s’infilò
la McLaren di Mika Hakkinen. La partenza fu un vero dramma, visto che
Schumacher rimase fermo con la sua Ferrari per un problema al cambio e fu preso
in pieno dalla Prost di Luciano Burti. Il brasiliano prese il volo e finì sopra
la Arrows di Enrique Bernoldi. La gara fu subito interrotta per bandiera rossa
e tutti poterono ripartire, visto che all’epoca le regole
erano meno ferree di oggi. Divenne famosa la corsa a piedi di Michael verso i box per andare a prendere l’altra
vettura.
Ralf
Schumacher che colpo
La seconda
partenza andò liscia, talmente tanto che Ralf e Juan iniziarono a dileguarsi
sin da subito con le loro Williams, mentre dietro le Ferrari sopravanzavano
Hakkinen. Nelle tornate iniziali il finlandese fu costretto ad alzare bandiera bianca
per un problema al motore ma è al 22esimo giro che la corsa cambia faccia. La sosta del
colombiano al box Williams fu lunghissima e quando rientrò in pista accusò anche
lui un problema al motore e si dovette ritirare. Un giro dopo ad uscire di
scena fu Michael per un guaio alla pompa della benzina. Ora la strada era
spianata per Ralf che si scoprì così profeta in Patria. Il gran pubblico aspettava la vittoria di Michael, ma festeggiò anche il fratello maggiore. La BMW mise a segnò una vittoria
indimenticabile come motorista. Che sarebbe diventata storica, visto che fù l'ultima volta della F1 ad Hockenheimring. Da lì in poi in fascino sarebbe evaporato per sempre.
Non stato più lo stesso
25 anni sono tanti per come oggi va
veloce il mondo, ma in realtà non sono nemmeno un battito di ciglia. Per adeguarsi ai canoni del motorismo moderno il circuito tedesco
ha perso il suo fascino ed anche se nel nuovo millennio ci sono stati tre Campioni
del Mondo tedeschi, qualcosa si è rotto tra questo Paese e la Formula 1. Adesso in Germania resta finalmente attivo l’inferno
verde, il Nurburgring, l’altro tracciato iconico in terra di Germania. Ma anche sui 22 chilometri più folli della Vecchia Europa le monoposto non si vedono da un pezzo.
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FOTO: Formula 1