Il Team Bertocchi ha scritto alcune pagine significative della storia del Mondiale Superbike. La squadra italiana tenne in vita il nome Kawasaki in un periodo di transizione, prima del rientro ufficiale del costruttore giapponese.
Il finale non fu dei migliori con vicende controverse. La storia del team Team Kawasaki Bertocchi merita comunque di essere ricordata.
A capo del team c’era Sergio Bertocchi, proprietario e mente organizzativa del team. Non era stato un pilota famoso, ma un manager e preparatore esperto, capace di trasformare una squadra privata in un progetto competitivo nel mondiale delle derivate di serie. La sua esperienza e la conoscenza tecnica erano la spina dorsale del team, permettendo alla Kawasaki di essere presente sul palcoscenico della Superbike con mezzi spesso inferiori rispetto ai team ufficiali. Bertocchi era il trait d’union tra piloti, meccanici e tecnologia, colui che sapeva trasformare ogni weekend di gara in un laboratorio di soluzioni e adattamenti.
La squadra partecipò al Mondiale Superbike dal 1991 al 2006. I primi anni furono brillanti con gli ottimi risultati conquistati da Piergiorgio Bontempi che salì varie volte sul podio.
Nel 2003 Mauro Sanchini salì in sella alla Kawasaki del team Bertocchi, portando una ventata di entusiasmo e facendo registrare prestazioni di rilievo. Si fece notare in diverse gare, ottenendo piazzamenti significativi in un epoca dominata dalle squadre ufficiali. Il pilota marchigiano nel 2003 conquistò anche il terzo posto nel Campionato Italiano Superbike per poi vincerlo l'anno successivo con la stessa moto. Nel 2004 Sanchini era quasi sempre in top-10 ed aveva centrato anche due sesti posti, risultati ottimi visto che erano gli anni delle Ducati 999.
Nel 2005 il team Kawasaki Bertocchi iniziò la stagione con Giovanni Bussei ed
Ivan Clementi che però cambiò squadra dopo alcune gare. Il team non brillò come l'anno precedente ma conquistò comunque alcuni buoni piazzamenti.
Nel 2006 il pilota di punta era Franco Battaini. Iniziò la stagione in sella alla Kawasaki Bertocchi con grandi speranze ma la moto non era competitiva come pensava. il pilota ed il team decisero allora d'interrompere la collaborazione a metà stagione, poco prima della tappa di Silverstone, per cercare nuove strade.
La pittoresca svolta di quell’anno fu l’arrivo di Joshua Brookes, campione australiano con una carriera ricca di successi nelle competizioni locali, che prese il posto di Battaini nel proseguo del campionato. Brookes arrivò con entusiasmo, salì sulla Kawasaki ZX‑10R e lavorò insieme al team per tirare fuori il massimo possibile da una moto che non sempre era in linea con le potenzialità dei piloti presenti.
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