Stefano Manzi non aveva dubbi, un giorno sarebbe diventato campione del mondo, anzi... Non non avrebbe vinto un solo titolo mondiale ma più di uno. Lo diceva apertamente, con una gran spontaneità, come se fosse la cosa più normale, più logica.
A 12 anni lui e
Nicolò Bulega sembravano già piloti professionisti. Frequentavano la seconda media ed alla vigilia della prima campanella avevano festeggiato il titolo italiano con una gara di anticipo rispettivamente nella MiniGP classe Senior 70 e nella Junior 50. Stefano Manzi viveva a Sant’Ermete, nell’entroterra riminese, ed aveva vinto 8 gare su 10. L'anno precedente si era aggiudicato il Tricolore Junior 50 e prima ancora si era messo in evidenza in minimoto. Oltre a lui gareggiava anche il suo fratello maggiore Alex ed era molto veloce pure lui.
Da giovanissimo Stefano Manzi era un vero spasso, con tutti, perfino con i giornalisti delle testate locali che avevano già visto in quel ragazzino un futuro campione, destinato
ad entrare nel cuore degli appassionati di moto. Dopo gli ottimi risultati a livello nazionale, era stato selezionato per la Red Bull Rookies Cup. La prima stagione era stata di apprendistato ma l'anno dopo si era classificato al terzo posto. Nell’ultimo appuntamento stagionale c'era stato un splendido derby
romagnolo tra lui ed Enea Bastianini che aveva avuto la
meglio all’ultima curva. Enea si era aggiudicato la gara mentre Stefano il
podio finale proprio davanti a "Bestia".
Manzi all'epoca era dotato di una
simpatia travolgente. Terminate le scuole Medie, si era iscritto all'Istituto Tecnico Industriale. Intanto suo fratello aveva lasciato le competizioni e studiava per diventare preparatore atletico. Stefano fremeva, voleva partecipare al Mondiale Moto 3 ma era troppo giovane, doveva compiere 16 anni per potersi iscrivere.
Nel 2015 finalmente il Motomondiale ma la realtà era diversa dai sogni. In Romagna tutti erano pronti a scommettere che le sfide Manzi - Bastianini per la vittoria sarebbero proseguite anche lì ma non lo è stato. Nel Motomondiale Stefano Manzi non è riuscito a brillare e la sua luce si era, come dire, spenta. Il ragazzino che da piccolo era simpaticissimo, non era più così loquace, anzi. I giornalisti meno gli giravano attorno e più contento era. E' rimasto nel Motomondiale a lungo, forse anche troppo. Nel 2021 la scelta di cambiare paddock, di passare al Mondiale
Supersport e la rinascita con vittoria e podi già alla prima stagione. Il resto è storia recente. Vice- Campione del mondo per due stagioni consecutive ed ora il titolo iridato.
Quel simpatico bambinetto che voleva diventare campione del mondo ce l'ha fatta! E magari questo titolo mondiale sarà realmente il primo di una serie, magari quel bimbo aveva realmente ragione. Il potenziale non gli manca.
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