Ha disputato 99 gare nel paddock del Mondiale Superbike, la centesima però ad oggi è solo un sogno. Kevin Sabatucci da partecipato per sette stagioni consecutive al Mondiale
Supersport 300. È il pilota con più presenze ed è stato spesso tra i protagonisti. Ora deve lasciare quel mondo.
Nato il 7 aprile 1999 ad Ascoli Piceno, da ragazzino era considerato un'autentica promessa ma poi è rimasto confinato in 300, un campionato in cui era facile entrare ma difficile uscire per approdare alle classi superiori. Ora è in cerca di una sella, magari al CIV. Non intende lasciare le competizioni ma nello stesso tempo, a quasi 27 anni, non vuole correre solo per far presenza come racconta a Corsedimoto.
"L'anno prossimo non ci sarà più il Mondiale 300 ed io non sarò più nel paddock della Superbike. Il motivo non è solo uno, ce ne sono diversi. Gli ultimi anni sono stati particolarmente difficili per me, condizionati anche dalla frattura del femore ad Assen. È dal 2023 che non salgo sul podio ed i team non si ricordano dei risultati che ho fatto in passato. In più non ho mai avuto un grosso budget da poter investire ed ora non l'ho per il Mondiale Sportbike".
La 300 Supersport non era una classe formativa?
"Io non la vedo proprio così perché alcuni piloti come Gonlzales, Huertas, Bernardi e Mahendra sono poi riusciti a farsi valere in Moto2 o Supersport. Di certo però era difficile andare avanti, tanti sono rimasti in 300 per anni. Io avrei voluto approdare ad altri campioni ma non avevo il budget. Il Mondiale 300 era quello, tra virgolette, "per i poveri", il campionato più accessibile, quello in cui era possibile gareggiare anche con poco budget e cercare di dimostrare il proprio talento". Cosa farai?
"La mia volontà è continuare, andare avanti ma al momento sono a piedi. A quasi 27 però non avverto la necessità di gareggiare ad ogni costo. Se corro voglio cercare di stare davanti, lottare per le prime posizioni, non rimanere nelle retrovie con una moto non all'altezza. Non voglio fare presenza. Al tempo stesso faccio fatica a vedere il mio futuro senza corse. Sono pilota da quando ero bambino, praticamente da vent'anni. Nel caso non riuscissi a gareggiare prenderei in considerazione dei lavori nel motociclismo: il mio mondo. Nel caso spero di trovare un ruolo magari come rider coach, tester, istruttore...Non so".
Come ti eri trovato nel paddock della Superbike?
"Da piccolo avevo gareggiato a livello nazionale con la Sic58 in PreGP ed in Moto3 quindi avevo conosciuto Valentino Rossi, incontravo Bezzecchi, Arbolino... Conoscevo già l'ambiente delle corse. Nel paddock della Superbike mi sono subito trovati benissimo, sentito a casa. Sono entrato per la prima volta, come wildcard nel 2017, con il team di Omar Menghi con il quale mi ero trovato benissimo. Nell'ambiente della Superbike mi sono fatto tantissimi amici, anche tra i big. Toprak Razgatlioglu è uno di questi: è simpaticissimo, troppo forte! Abbiamo scherzato assieme anche in occasione del round di Aragon. Oltre ad essere un grande campione è una splendida persona Mi mancherà la cerchia di amici del paddock a cui ho voluto bene ed a cui continuo a volerne".
Oltre ad andare in moto fai un altro lavoro?
"Ho fatto la vita del pilota professionista per anni però nella realtà dei fatti non ho mai guadagnato un euro dalle corse. Mi sono sempre allenato, ho gareggiato a tempo pieno ma per avere la mia indipendenza economica faccio da tempo il cameriere in una pizzeria. Non sono obbligato ma mi sembra giusto. Sono poi appassionato di calcio, altro mio interesse. Provengo la una famiglia "normale": mio padre è vigile e mia madre casalinga. Mio babbo si è sempre dato da fare per rimediarmi degli sponsor che mi consentissero di gareggiare".
Rimpianti?
"Dal 2013 al 2015 ho gareggiato nella Sic 58 Squadra Corse. Non avevo un soldo ma Paolo Simoncelli mi aveva preso sotto la sua ala. Avevo solo 15 anni e non ero maturo. Il mio rimpianto è non essermi comportato, allora, da pilota professionista: non avere dato il 150% in quegli anni. Non ero ancora pronto per quel tipo di vita".
I momenti più belli?
"La mia prima vittoria in carriera, in Pre Moto3 con la Sic58: ho regalato al team di Paolo Simncelli il suo primo successo a livello assoluto. Poi il primo podio ad Imola con nel Mondiale 300 del 2018 a cui avevo partecipato come wildcard e la vittoria a Donington nel Mondiale 2019. Ci sono stati anche tanti altri momenti bellissimi ma questi sono stati i migliori. Chiaramente spero che in futuro ci siano altre vittorie ed altri giorni da ricordare sempre in sella ad una moto".
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