Il Mondiale Supersport 300 va in pensione ma pochi ne sentiranno la mancanza. Con gli ultimi due round stagionali si chiude non un capitolo ma tutto il libro. All'Estoril Benat Fernandez, in sella alla cinese Kove, avrà la prima occasione per laurearsi campione del mondo. Per riuscirci, lo spagnolo dovrà terminare il weekend con 50 punti di vantaggio sul diretto inseguitore David Salvador, secondo con 13 punti di ritardo. Carter Thompson è terzo a 22 punti dal leader ed ancora in corsa per il titolo.
L’Estoril non sarà solo la tappa decisiva per il mondiale, ma anche uno degli ultimi palcoscenici di una categoria
pronta a salutare definitivamente la scena internazionale. Il Mondiale SSP300 non ha funzionato, è palese. Le ragioni sono molteplici: tecniche, economiche e di sicurezza.
Nata nel 2017 per offrire ai giovani una categoria accessibile e formativa è stata, di fatto, solo accessibile. I prezzi sono sempre stati relativamente bassi, per quanto possano essere definiti tali visto che si parla comunque di uno sport costoso ad ogni livello. Però ci sono stati problemi di ogni tipo.
Le moto in gara (Yamaha R3, Kawasaki Ninja 400, KTM RC 390 R, Kove 321 RR-S ) avevano motori molto diversi per cilindrata e caratteristiche. Per cercare di bilanciare le prestazioni, la FIM e Dorna hanno introdotto continui aggiustamenti di BoP “
balance of performance”. Questo ha generato confusione e frustrazione tra team e piloti, con risultati spesso percepiti come ingiusti.
Le SSP300 erano moto leggere ma molto vicine in prestazioni. In gara si formavano spesso dei gran grupponi. Con potenze basse e scie decisive, si creavano gare a “trenino” dove bastava un errore per causare incidenti multipli. Purtroppo, ci sono stati anche episodi tragici, come la morte di
Dean Berta Viñales (2021) e Victor Steeman (2022). La sicurezza è diventata una seria preoccupazione, soprattutto per ragazzi spesso ancora adolescenti.
Le Supersport 300 non erano né moto stradali vere e propoie e né abbastanza potenti per preparare al salto nel Mondiale Supersport. Molti piloti protagonisti in 300 non sono riusciti a imporsi nelle categorie superiori, segno che non era un percorso formativo efficace. A livello mediatico, la categoria non ha mai avuto particolare visibilità. Probabilmente Dorna avrebbe potuto fare di più ma la sensazione è che non ci fosse l'interesse.
Ed è così che dal 2026 il Mondiale Supersport 300 lascerà spazio alla nuova Sportbike, una categoria che a prima vista appare molto più interessante e formativa. Vedremo in pista le Triumph, le Aprilia RS 660, le Yamaha R7... Moto già note, affascinanti ed amate dalla gente.