Chi ritiene che le donne non possano competere ad armi pari con gli uomini sta perfidamente gongolando.
Ana Carrasco quest'anno ha partecipato per la prima volta al Campionato Mondiale Supersport ed è andata malissimo. Inutile negarlo: è stata irriconoscibile. I risultati sono eloquenti.
La pilota spagnola, storica vincitrice del Campionato Mondiale Supersport 300 del 2018 (contro i maschi) e del Mondiale Femminile 2024, quest'anno non è mai andata a punti e non si è mai classificata nelle prime prime 20 posizioni. Perfino i ragazzini esordienti ed i piloti che gareggiavano come wild-card le stavano regolarmente davanti.
La sua moto, una Honda CBR600RR, non era certo tra le migliori tuttavia il suo compagno di squadra,
Corentin Perolari, ha vinto con un round d'anticipo il World Supersport Challenge. Il pilota francese durante l'anno ha conquistato 83 punti precedendo in classifica piloti molto più noti di lui ed in sella a moto più performanti. In passato
Ana Carrasco aveva subito dei gravi infortuni ma si era totalmente ripresa al punto tale che nel 2024 aveva vinto il titolo mondiale femminile dopo essere salita sul podio in tutte le gare.
A volte quando le ragazze gareggiano su moto "grosse" si tende a dare la colpa al peso tuttavia tra la Yamaha R7 utilizzata nel
WorldWCR e la Honda CBR600RR non ci sono notevoli differenze di peso. Chiaramente la Honda è una moto più potente, con caratteristiche diverse rispetto a quelle a cui era abituata. Il salto è stato grande a livello tecnico e di adattamento ma nel corso della stagione non è migliorata. Bazzicava tra la 23esima e la 28esima posizione ad inizio campionato e lo stesso negli ultimi appuntamenti stagionali.
Il Mondiale Femminile le stava stretto tuttavia non è stata all'altezza del WorldSSP. Difficilmente lo sarebbero le altre ragazze: la categoria non appare particolarmente formativa. Ora comunque a Jerez Maria Herrera (Klint Forward Racing) e Beatriz Neila (Ampito Crescent Yamaha) si giocano il titolo, con Herrera in leggero vantaggio. Per il terzo posto, la lotta è tra Roberta Ponziani e la britannica Chloe.
In questo momento l'unica vera speranza per tutto il motociclismo femminile arriva dall'America. La giovanissima Kayla Yaakov si è classificata sesta assoluta nel MotoAmerica Supersport e l'anno prossimo continuerà a gareggiare oltreoceano. Forse lei è l'unica donna in grado di essere protagonista pure nel Mondiale Supersport. La speranza è che qualche team europeo decida di puntare su di lei.
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