Autodromi dimenticati: la storia del mitico Circuito dei Laghi di Ganzirri

Storie di Moto
giovedì, 16 ottobre 2025 alle 20:00
Il Circuito dei Laghi di Ganzirri
Il Circuito dei Laghi di Ganzirri
La Sicilia vanta una lunga tradizione motoristica. In passato questa terra respirava benzina, passione e coraggio. Nel cuore dello Stretto, a nord di Messina, c’era un piccolo gioiello: il Circuito dei Laghi di Ganzirri. Su questo tracciato il rumore dei motori si mescolava al canto del mare.
Non è famoso come Pergusa o Autodromo Valle dei Templi però in passato ebbe una certa rilevanza. Ganzirri non nacque da un progetto d’ingegneria, ma dal desiderio di correre. Il circuito si snodava sulle strette strade che abbracciano i due laghi costieri: il Lago Grande e il Lago Piccolo.
Lo scenario era magnifico: da un lato lo specchio d’acqua dolce, dall’altro lo Ionio e, sullo sfondo, la Calabria a meno di tre chilometri. Il tracciato era lungo circa 6,1 chilometri, tutto su asfalto pubblico. Curve insidiose, dossi, carreggiate strette e il vento salmastro che, d’estate, arrivava in pieno viso ai piloti: ingredienti che bastavano a trasformare ogni giro in una sfida d’onore.
Questo circuito è noto soprattutto per le auto tuttavia ospitò pure gare di moto. Nel 1958 ospitò la 10 Ore di Messina, celebre gara di durata, si spostò su questo anello spettacolare. L’anno dopo arrivò il Gran Premio di Messina, valido per la Formula Junior. Erano presenti tribune improvvisate, meccanici che lavoravano sui cigli della strada e migliaia di messinesi appollaiati sui tetti per vedere passare i bolidi.
Negli anni a cavallo tra il ’50 e il ’60 si svolsero anche gare motociclistiche. Sfrecciavano mezzi artigianali, Ducati ed MV. Le foto d’epoca mostrano tute di pelle, caschi a scodella e la polvere che si alzava alle prime curve. Nei racconti dei meccanici e nelle vecchie pagine della Gazzetta del Sud vive ancora il ricordo di quelle sfide al tramonto, tra rombi e odore di olio di ricino.
Ganzirri non aveva vie di fuga ma case, muretti e pali a pochi centimetri. Bastava un errore, e la corsa finiva contro un marciapiede. Ma era anche questo il fascino: il coraggio puro, la corsa vissuta come una danza tra la vita e la leggenda. Negli anni ’60, con l’aumentare del traffico e le nuove norme di sicurezza, il circuito venne abbandonato.
Il Circuito dei Laghi di Ganzirri non esiste più, ma è rimasto impresso nella memoria collettiva come una delle pagine più affascinanti della Sicilia motoristica: un piccolo Montecarlo dello Stretto, dove i motori, per un istante, fecero tremare il mare.
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