Kayla Yaakov: la moto è donna, il futuro è suo

In Pista
venerdì, 05 luglio 2024 alle 7:45
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Il primo mondiale femminile della Velocità su pista ha (finalmente) visto la luce, ma la miglior pubblicità e spinta propulsiva al movimento del motociclismo in rosa si sono registrate altrove. Al di là dell'Atlantico, nello specifico. In un campionato non-dedicato, oltretutto. Con una ragazza giovane (giovanissima: 17 anni appena compiuti), dal talento straordinario e, aspetto che non guasta mai, con tutti gli stilemi per affermarsi come un gran personaggio. Kayla Yaakov è già un'eroina di questo sport. Un esempio positivo e propositivo di come le motocicliste possono dire la loro ovunque, senza distinzione di genere, senza barriere insormontabili da superare. Tutto questo grazie ad una manetta smisurata. Meritandosi, guadagnandosi ogni genere di supporto ottenuto finora, semplicemente in virtù di una sfida da lei vinta in ogni circostanza: la sfida con il cronometro. Legge universale di questo sport, con un responso favorevole nei confronti di chi ha tutti i presupposti per riscrivere la storia di questo sport a tinte rosa.

KAYLA YAAKOV SUPERSTAR

Obiezione legittima: non è che si sta esagerando con queste valutazioni? Non è il classico caso di una sportiva data in pasto ai media per i titoloni, paginoni e servizi televisivi fomentatori senza ragione alcuna? Il cronometro ed il palmares smentiscono queste legittime osservazioni. Kayla merita. Punto. Va forte, fortissimo. Vince e, se non vince, convince. A soli 17 anni la si può classificare come un prodigio, ma va persino oltre: rappresenta la miglior cosa che potesse capitare a tutto il movimento, specie in questo preciso periodo storico. In pista è un demonio e, nonostante la giovane età, davanti ad un microfono non sfigura affatto. Parla tanto e parla bene, non dimentica uno sponsor alcuno, ma soprattutto non dimentica l'aspetto più importante fra tutti: ricordare anche agli scettici cosa sia per una ragazza correre in moto.

BRUCIATE LE TAPPE

Kayla è nata per correre e per bruciare le tappe. Quando a 9 anni vinci le tue prime gare su pista d'America, battendo il record storico di precocità del compianto Nicky Hayden (ci riuscì a 10 anni compiuti), cominci ad offrire elementi che fanno alzare un sopracciglio. Così, dopo aver vinto tutto quello che c'era da vincere a livello amatoriale, quando passi ai professionisti e vinci nel MotoAmerica Twins Cup, fai alzare anche l'altro sopracciglio. Succede che poi debutti occasionalmente nel MotoAmerica Supersport da sostituta e, pronti-via, sali sul podio e, a quel punto, chiunque strabuzza gli occhi. Lo hanno già fatto Bobby e Graham Rahal, volti noti del Motorsport a stelle e strisce, che per il debutto della loro realtà motociclistica nella Supersport USA hanno deciso di puntare su di lei. Affidandole una fiammante Ducati Panigale V2 con la tabella 19, rappresentativa del numero di Ben Spies, Team Manager per questo ambizioso progetto sportivo.

AL THE RIDGE DOPPIO-PODIO DI KAYLA YAAKOV

Dalla Pennsylvania con furore, Kayla ci ha messo poco ad adattarsi ad una moto che, sarà pur sempre iscritta alla classe Supersport, ma è quasi un 1000 di cilindrata. Lo testimonia quanto accaduto nel weekend al The Ridge Motorsports Park situato nello stato di Washington: terza in Gara 1, seconda l'indomani in Gara 2. Sfruttando il confronto-scontro tra il compagno di squadra PJ Jacobsen ed il capo-classifica Mathew Scholtz nella seconda sfida, ma restando sempre in zona-podio. Senza regali, senza demeritare alcunché. Davanti a nomi illustrissimi, in un campionato di livello dove ci gareggiano piloti di comprovata esperienza internazionale e promesse ritenute dal potenziale di prospettiva.

TUTTI NE PARLANO

L'aspetto di Kayla Yaakov che desta scalpore è l'eccezionale maturità per una pilota appena diciassettenne. Ha testa, ragiona, si mostra sempre lucida e sembra davvero esser nata per correre in moto. A questo si aggiunge una maturità sorprendente davanti ad una telecamera. Volto da bambina (sembra persino più piccina), parole da grande. Da grandissima. "Sto iniziando a zittire parecchia gente. Dicevano che corressi solo perché sono una ragazza... Molti parlano di me solo perché sono una ragazza, ma non mi importa. Ciò che mi interessa è correre e vincere".

MIOPIA EUROPEA

Parole importanti alle quali ha fatto seguire un urlo alla Ric Flair che è un po' il suo trademark. Si capisce perché FOX News l'ha già ospitata in diretta televisiva e perché di Kayla ne ha scritto persino il Wall Street Journal. Non in questi giorni, ma tempo addietro: nel Nuovo Continente tutti si sono accorti di questa pilota straordinaria. In contrapposizione, ahinoi, alla miopia europea. Nel 2022 (ergo, meno di due anni or sono) disputò la Super Finale del monomarca Yamaha R3 bLU cRU a Portimao, conquistando un quarto ed un secondo posto nelle due gare. Un evento disputatosi in concomitanza con il Mondiale Superbike, ma di questo suo exploit se ne parlò poco (nulla). Si è dovuto attendere il via al WorldWCR per parlare nuovamente di motociclismo in rosa, con la sensazione che una delle pilote più forti (se non LA più forte), corra altrove. In una realtà dove non è la prima in assoluto ad ottenere risultati del genere (Elena Myers, per fare un nome), dove c'è un monomarca Royal Enfield ("Build, Train, Race") dedicato proprio alle ragazze che non solo corrono, ma sono chiamate anche a preparare le rispettive Continental GT 650, apprendendo nozioni di meccanica. Tra loro la Campionessa in carica Mikayla Moore, ventenne ragazza afroamericana pronta al successivo step di carriera. Perché in fondo, non ci sono barriere in questo sport. Oltretutto, la moto è donna, da sempre.

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