Dalla Ducati 999 RS alle sfide con Honda: il Team Renegade Koji tra trionfi, coraggio e podi indimenticabili

Storie di Moto
sabato, 27 dicembre 2025 alle 19:45
Team Renegade Koji Mondiale Superbike
Team Renegade Koji Mondiale Superbike
C’era una volta un team che, pur non essendo uno dei colossi del Mondiale Superbike, aveva nel proprio DNA un mix di audacia, passione e talento puro: il Team Renegade Koji. Il proprietario del team era Mark Griffiths. Tra il 2003 e il 2005 il team si fece notare nel campionato mondiale, portando in pista piloti di grande carisma quali Ben Bostrom, ex campione AMA, e la leggenda giapponese Noriyuki Haga.
Dopo un primo assaggio nel 2003 con Leon Haslam, la stagione più brillante per il Renegade Koji fu quella 2004. La squadra schierò Noriyuki Haga su una Ducati 999 RS e il giapponese, già noto per il suo stile inconfondibile, trasformò quel progetto in una presenza da protagonista. Haga vinse più volte: l’inglese Brands Hatch lo vide trionfare davanti alla concorrenza, e anche a Magny‑Cours fu lui a tagliare per primo il traguardo nella seconda manche, imponendo il ritmo con la sua superbike privata. Haga terminò la stagione al terzo posto in classifica mondiale con sei vittorie e nove podi complessivi, un bottino incredibile per una squadra non di primo piano.
Nel 2005 il team scelse la Honda CBR1000RR e decise di puntare su Ben Bostrom, pilota americano di grande esperienza, chiamato a portare competitività e continuità nei round del WSBK. La nuova avventura non fu priva di ostacoli: l’inizio di stagione vide la squadra lottare con una sola moto pronta e con set‑up da affinare, trasformando ogni gara in un banco di prova dinamico; il difficile approccio costrinse persino la prima uscita con una moto derivata dalla strada, simbolo di un team che non si tirava indietro nemmeno davanti alle difficoltà tecniche.
A Brands Hatch Bostrom lottò con i migliori, conquistando punti preziosi e dimostrando di poter tenere la scia di avversari agguerriti come Corser e Vermeulen, chiudendo la gara in top‑10.
Oltre al Mondiale Superbike, il team era presente anche nel British Superbike (BSB), sempre con lo stesso approccio: provare, adattare, evolvere. Ogni dettaglio della moto, ogni set-up, ogni soluzione tecnica portava la firma di un gruppo che voleva crescere, imparare e competere.
Renegade Koji rimane nella memoria come uno di quei team che incarnano l’essenza più vera del motorsport: non solo la vittoria, ma la sfida continua, la dedizione totale e il coraggio di affrontare un campionato dominato da giganti con mezzi più ridotti, ma con una determinazione pari a quella dei campioni. In quelle stagioni, ogni curva, ogni rettilineo, ogni salto di accelerazione raccontava una storia di passione e di talento, scritta da chi non si accontentava di partecipare, ma voleva lasciare un segno.
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