Un 2026 di novità e nuove sfide per Lorenzo La Sorsa, che continua il percorso con
Aprilia ma sale nel Trofeo RS660. L'intervista
Un passo avanti sempre con Aprilia. Archiviato il suo unico
anno nel Trofeo Aprilia RS457,
Lorenzo La Sorsa si prepara
al salto nel Trofeo Aprilia RS660, categoria Pro, con il
Team Xgear. Il
milanese classe 2009, campione Moto4 MES 2023, farà parte della squadra che ha
in Valentin Arnaud il suo pilota di esperienza con la 660, che dopo il Trofeo
Aprilia dedicato passerà quest’anno alla Sportbike tricolore. Non nasconde che
cercherà qualche consiglio dal compagno di struttura per continuare la sua
progressione, oltre ai consigli che riceve sempre da Ayrton Badovini. Abbiamo
fatto il punto col giovane pilota (ricordiamo anche studente), ecco cosa ci ha raccontato.
Raccontaci dei tuoi programmi per il 2026.
Correrò nel Trofeo Aprilia RS660 con il Team Xgear. Stiamo
continuando il progetto Aprilia iniziato nel CIV con la 250 e continuato l'anno scorso col Trofeo RS457. Gli
sponsor ci hanno dato una grossa mano e siamo riusciti a prendere questa
strada, questo percorso di crescita.
Un cambiamento interessante, come ti stai preparando?
A livello di telaio è simile, la 660 è un po’ la “mamma”
della 457, ma a livello di motore hai quasi il doppio della potenza, cambiano
l’accelerazione, la frenata, i tempi di reazione. Mi sto allenando con
qualsiasi moto per adattarmi il più velocemente possibile all’inizio della
stagione, sarà un anno ricco di cambiamenti.
Hai già provato la moto?
Sì, il 29 marzo al
Mugello e il 6 aprile a Misano in una giornata dedicata alle 600. Il feeling è stato ottimo fin da subito, un crescendo di
prestazioni ed emozioni. C'è da lavorare ancora
per migliorare passo dopo passo, ma i test sono stati già molto positivi.
Arrivi dal Trofeo Aprilia RS457, com’è andata?
Mi sono trovato molto bene, è sicuramente un campionato
molto formativo, che ti dà la possibilità di entrare nelle piste grandi del
CIV, del Mondiale… La stagione però non è stata quella che mi aspettavo, potevo
fare meglio, non sono soddisfatto al 100%, principalmente per alcuni
episodi sfortunati. Ho chiuso 5° in campionato, però sapevo di poter fare di
più.
Cosa pensi di aver imparato e su cosa invece devi
lavorare di più?
Quello che ho imparato, banalmente è conoscere tutte le
piste italiane, qualcuna mi mancava all’appello. Un punto che devo migliorare è
invece il giro veloce, dovevo essere più incisivo ma non riuscivo mai a mettere
insieme tutti i pezzi. Ci sto lavorando tanto per migliorare per questa
stagione.
Come procede con l’impegno scolastico?
La mole di studio a volte aumenta e a volte diminuisce, ma
nella media è sempre la stessa. Come studente-atleta però sono leggermente
aiutato, sia come assenze sia come programmazione di verifiche o
interrogazioni.
Ci racconti un po’ meglio la tua collaborazione con
Ayrton Badovini?
Ci siamo conosciuti diversi anni fa, lui era il coach del
team di cui facevo parte. È nata subito un’amicizia, assieme ad un forte rispetto reciproco che
è rimasto nel tempo: tutt’ora vado da lui per modificare le schede di
allenamento, per chiedergli consigli, per chiedergli aiuto nel prendere le
decisioni migliori per il mio percorso. È a tutti gli effetti una persona di
famiglia.
Ti ha dato qualche consiglio in particolare in pista?
Sì certo, molti. E quando non può essere presente mi chiama:
gli dico le mie sensazioni, quello che va o non va, a fine giornata, e insieme
cerchiamo una soluzione. Se devo sceglierne uno però direi questo: a ognuno il
tempo di adattamento viene in modo diverso. Chi è più veloce, chi è più lento,
ma tutti prima o poi arrivano. Più che un consiglio, direi che è un aiuto che
mi permetteva di stare anche più tranquillo nei momenti in cui non riuscivo a
fare risultati. Certo non devo metterci troppo! [risata] A volte però io
pensavo troppo al risultato, mentre servono vari step per imparare e crescere,
per poi arrivare a quel risultato.
Quali sono gli obiettivi del 2026?
Devo cercare di migliorare i miei punti deboli, sicuramente
è il primo obiettivo della stagione. Poi direi diventare più aggressivo a
livello di sorpassi, devo fare qualcosa di più. Sono i primi obiettivi per
arrivare a fare bene.
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