Battle of the sexes, la battaglia dei sessi. Nel tennis è riferito a quattro celebri incontri tra un uomo e una donna. Erano eventi mediatici tra giocatrici al top e giocatori a fine carriera. Un po' come organizzare una sfida tra
Ana Carrasco e Nuccio Zerbo.
In questi quattro incontri solo una volta, nel 1973, ebbe la meglio una donna: Billie Jean King. A dicembre 2025 Aryna Sabalenka, numero uno al mondo ha subito una pesante sconfitta da Nick Kirgios (ATP 671). Se nel tennis questi eventi sono rari, semplici teatrini ben remunerati, nelle moto le sfide tra uomini e donne avvengono piuttosto spesso.
Nel corso degli anni tante donne hanno deciso di gareggiare tra gli uomini ma pochissime e solo in casi particolari sono riuscite a batterli. Ana Carrasco anche nel 2026 partecipa al Mondiale Supersport e ad oggi i suoi migliori piazzamenti sono stati dei 27esimi posti mentre il suo compagno di squadra Correntin Perolari, ha in bacheca un settimo posto. L'anno scorso, nello stesso campionato, non solo non è mai andata a punti ma neppure in top 20 mentre Perolari si è classificato varie volte in top 10. Certo, Ana Carrasco ha vinto il titolo Mondiale Supersport 300, ma la moto era molto più leggera di una SSP e tra i rivali non aveva degli ex campioni del mondo come Masia o Arenas che affronta oggi. In 300 gareggiava contro ragazzini senza esperienza.
Forse il secondo posto di Katja Poensgen a Misano nell' Europeo Superstock 1000 del 2000, davanti a
Wegscheider, aveva un peso specifico superiore ai vari podi di Ana Carrasco in 300, se non altro perché conquistato su una 1000.
Oggi l'unica donna che si sta facendo veramente onore in mezzo agli uomini è Kayla Yaakov nel MotoAmerica Supersport con un podio ed il quarto posto in classifica generale. Gli altri sono quasi sempre dei tentativi velleitari.
Cosa spinge allora Ana Carrasco a gareggiare tra gli uomini invece di duellare con Maria Herrera per la vittoria del Mondiale Femminile? Carrasco ha sempre voluto dimostrare di poter competere al top, indipendentemente dal genere. Il livello del WorldWCR non è particolarmente alto ed è comprensibile che quel campionato non la stimoli e le stia un po' stretto. Alternative? Difficili da trovare ma con i 27esimi posti di oggi non fa altro che dimostrare ciò che non vorrebbe: le pilote, nelle cilindrate più alte, non riescono a gareggiare alla pari con i colleghi maschi. Insomma: è un boomerang. Forse, per il movimento femminile, sarebbe più proficuo se lavorasse assieme a Maria Herrera per la crescita e la valorizzazione del WorldWCR.
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