Il
motocross è ritenuto spesso il parente povero di altre discipline del motorsport e si parla da tempo di come avvicinare a questo autentico show un pubblico più vasto rispetto all’attuale bacino di super appassionati. Adrenalina, acrobazie, gesti atletici superlativi sono una miscela che attrae e conquista chi ha avuto l’opportunità di conoscere il MX in particolare dal vivo. Dunque quali potrebbero essere le linee di sviluppo da intraprendere per aumentare il bacino di popolarità e il valore per gli sponsor?
Il motocross e la sua eredità
Il primo elemento valoriale che balza all’occhio è il forte legame che tutte le discipline motociclistiche fuoristrada hanno con il passato. Il motorsport d’elite come Formula 1 o MotoGP ha completamente tagliato le radici con le rispettive eredità. Monoposto e prototipi a due ruote, a livello tecnico, sono radicalmente diversi da quelli di vent’anni fa, o prima. Sono cambiati i format, la personologia dei piloti e il racconto: una rivoluzione che ha avvicinato le due categorie ad un pubblico nuovo ma le ha allontanate dagli appassionati boomer, che non si riconoscono più e rimpiangono l’epoca d’oro.
Il
motocross è un’eccezione virtuosa, perché le molle che spingono appartenenza e successo sono le stesse da decenni: passione, fatica, sudore, agonismo, sfida corpo a corpo ad un palmo dal pubblico assiepato sui terrapieni. Questa miscela non è cambiata nonostante anche il fuoristrada abbia fatto passi da gigante in parecchi campi.
Il motocross fra progresso tecnologico ed esposizione globale
La tecnologia anche nel fuoristrada ha fatto passi da gigante: MXGP sono dei gioielli, più potenti ma più facili da guidare dei mostri con le ruote artigliate di 30 anni fa. Sono aumentate la sicurezza, la copertura tv e l’ingaggio social e il calendario del mondiale è diventato globale, con GP spalmati in tutti i continenti. Il mondiale
motocross mantiene solide radici nel vecchio continente ma va a correre anche in tutte le principali aree a maggior sviluppo economico del globo, Asia in particolare.
Opportunità digitali
Niccolò Brocchi, Executive Advisor di Twig, aggiunge una riflessione: “Mantenere uno stretto legame con l’Europa, ma allo stesso tempo poter competere in tanti altri mercati tra cui quelli emergenti, vuol dire poter esportare storia, cultura e passione andando a declinarli su ciascun Paese in cui ci troviamo. Cogliamo così, anche grazie al digitale, le possibilità che i diversi Stati - o zone - e quindi mercati ci offrono. Si tratta, in altre parole, di riuscire a creare processi che permettano di essere credibili, efficaci ed efficienti in ogni mercato, oltre al fatto di saper mantenere e valorizzare l'identità, ovvero il DNA, originale e peculiare di questo sport.”
Alcuni problemi strutturali
Gli insider del
motocross ripetono, quasi con orgoglio,
“è uno sport di nicchia”, a rimarcarne l’originalità e l’esclusività. In effetti il pubblico è numericamente inferiore a quello della velocità. La MXGP paga due problemi strutturali. Il primo è legato agli impianti, che - nella maggior parte dei casi - sono situati in aree di campagna, lontane dai centri abitati e non dotati delle comodità che ormai le arene sportive, inclusi gli autodromi, garantiscono al pubblico. Tanti crossodromi hanno anche problemi strutturali di capienza. Nel Supercross Usa hanno risolto il problema correndo negli impianti del football da centomila posti, ma il motocross indoor pur ultra spettacolare, non ha lo stesso fascino “raw” del mondiale.
La seconda criticità è legata all’esposizione tv: il
motocross è estremamente colorato e affascinante dal vivo, ma perde in televisione. Circuiti, modalità di gara e di sorpasso sono sui generis e poco in linea con l’esperienza che altre specialità del motorsport garantiscono. Così, mentre in Formula 1 e MotoGP i diritti tv sono il core business, nella MXGP rappresentano solo una parte del giro d’affari, più concentrato sulla sponsorship e sui diritti che i circuiti pagano per avere un GP, quindi - in definitiva - sul numero di spettatori presenti on site.
Il successo marketing
Eppure, nonostante numeri inferiori, la MXGP (e a cascata anche i campionati europei e nazionali) coinvolgono sponsor globali di altissimo profilo, per esempio i grandi brand delle bevande energetiche. Le case costruttrici sono ampiamente rappresentate, perché correre nel mondiale garantisce visibilità al marchio, aumenta l'awareness e la fidelizzazione dei clienti. L’ultimo grande arrivo è Ducati: pur essendo protagonista da anni in MotoGP e Superbike l’azienda italiana del Gruppo Audi nel 2025 debutterà nel Mondiale MXGP e negli anni successivi allargherà l’impegno alla MX2 e al Supercross Usa. Il
motocross sarà pure uno sport di “nicchia”, ma evidentemente è molto preziosa, cioè parliamo di pubblico molto legato, anche dal punto di vista del marketing, a questo specifico sport, ai suoi campionati e ai suoi campioni.
Un lavoro di squadra
“Nel Master in Design the Digital Strategy - come racconta Silvia Barozzi, Coordinatrice didattica - ci piace sporcarci le mani (anche di fango 😛) per trovare delle soluzioni che rispondono a un bisogno. Un problema che spesso un’azienda ci porta sul tavolo è: come posso avvicinare un nuovo pubblico - per esempio la GenZ - al mio mondo? Su quali leve devo puntare per agganciarlo?
Per dare una prima risposta a queste domande in questo contesto, durante il Project Work su Corsedimoto fatto con Traiettorie a settembre 2024, il gruppo ERRA3 ha previsto - per esempio - di evolvere l’editoriale in una piattaforma di streaming. Uno degli insight da cui sono partiti è stato quello che i giovani si spostano sempre più verso spazi di fruizione digitale per lo sport. E non si sono fermati qui! Oltre al palinsesto di contenuti legati al mondo del Motorsport con nuovi formati per i diversi target, hanno progettato una serie animata - sfruttando la leva dello storytelling - per avvicinare un nuovo pubblico al Motocross.” Il
motocross ha un potenziale che ancora non è stato adeguatamente valorizzato. Aumentare il bacino di pubblico e quindi l’interesse di tv e sponsor è un lavoro di squadra che va oltre il super lavoro compiuto in questi ultimi anni di promoter e federazione motociclistica. Ma dovrebbe coinvolgere studiosi del digitale, esperti di new media e storytellers.
Su questa scia, quali ruoli potrebbe giocare il
motocross nel panorama dei motori in questa epoca? Stay on line.