CIV Superbike: Alessandro Usai, studente e pilota al via nella Production Bike

Storie di Moto
venerdì, 13 dicembre 2024 alle 17:30
ussai
Il 3 gennaio 2025 compirà 18 anni ed il 5 aprile debutterà nel Campionato Italiano Superbike. Il milanese Alessandro ssai forse sarà il pilota più giovane della categoria. Le iscrizioni sono ancora in alto mare e con la nuova Production Bike probabilmente ci saranno anche altri esordienti in ogni caso sarà molto interessante vedere un ragazzo così giovane in griglia assieme a Michele Pirro, Alessandro Delbianco e gli altri big. Alessandro Usai gareggerà su una Ducati del team Brocos nella Production Bike che si corre assieme alla Superbike.
"Ho iniziato a girare in minimoto a 6 anni alla Lorenzo School - racconta Alessandro Usai a Corsedimoto - mi divertivo tantissimo. Sono poi passato alle 12 pollici ed al CIV Junior. Mi sono poi fermato per un anno e mezzo e sono tornato con una KTM 390 per poi approdare alla 600. Un giorno sono andato a girare assieme a mio babbo a Cremona. Lui correva con una BMW 1000, tra l'altro è un grande appassionato ed ha partecipato anche al Trofeo Amatori. Si è rotto il cambio della mia moto ed ho provato quella di mio padre: bellissimo! Mi ero trovato molto bene sul 1000 e così ho deciso di fare in Trofeo Motoestate con un V4S. Ho fatto anche una wild card al Mugello nella Pirelli Cup. In quel periodo si poteva correre su quelle moto anche se si era molto giovani. E' cambiato poi il regolamento e sono dovuto tornare sul 600. Ho fatto la Pirelli Cup e mi sono classificato 2° tra i rookie con una bella progressione".

Sei poi approdato al CIV?

"Ho fatto il CIV Supersport con una Panigale V2 ma era diversa dalla R6 a cui ero abituato ed in più passare dalle Pirelli alle Dunlop non è stato semplice. Tra l'altro in estate ho avuto anche un brutto incidente: mi sono fatto male a due vertebre, ho distrutto la moto e mia mamma era rimasta molto colpita, non voleva che tornassi in moto. Sono rimasto fermo per un po' ma poi mio padre, grande appassionato, ha iniziato a parlare con Luca Conforti ed ho fatto alcuni test con il suo team. Il dubbio era se provare al V2 o al V4S ma ho scelto il 1000. Siamo andati a girare a Cremona ed al Mugello, mi sono trovato molto bene e sono stato abbastanza veloce. Mi è piaciuto molto anche l'ambiente, il team... Luca Conforti è una bellissima persona".

Perché ti sei orientato sulla Production Bike?

"Da ottobre si parla di questa nuova categoria e credo sia la scelta migliore perché le moto sono strettamente derivate dalla serie, hanno modifiche minime, e i valori vengono in qualche modo livellati. Credo sia la scelta migliore".

Correrai assieme ai piloti di superbike. Che effetto ti fa?

"Io punto a far bene nella mia categoria perché la differenza di moto è notevole ma ovviamente anche quella di esperienza: sono proprio fasce diverse. In ogni caso sono un pilota e come ogni pilota, ogni sportivo in generale, cercherò di dare il massimo e cercare di contenere il distacco dai big. Michele Pirro è un riferimento a livello indiscutibile per talento ed esperienza. Mi piace molto poi Alessandro Delbianco perché guida sempre con il cuore e per il suo modo di essere: strappa sempre un sorriso. Io cercherò d'imparare il più possibile da loro, modificando magari anche il mio stile di guida. Io non mi sento certo arrivato: ho tutto da imparare".

Come vedi il tuo futuro?

"Attualmente frequento l'ultimo anno del Liceo Classico ed avrò l'esame di maturità. Non è facile conciliare scuola, e sport, richiede tanti sacrifici ma li faccio volentieri. L'anno prossimo mi iscriverò all'università nella facoltà di Giurisprudenza e per diversi anni concilierò ancora libri e sport. So già che le moto non saranno il mio lavoro. In futuro mi vedo come un avvocato con una grandissima passione per le moto e che comunque continuerà a gareggiare magari in superbike. Non vedo la mia vita senza l'adrenalina delle moto ma nello stesso non vedo il motociclismo come la mia professione".

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading