Pecco Bagnaia non cerca alibi: "Questo era il mio problema"

MotoGP
venerdì, 09 gennaio 2026 alle 10:30
Pecco Bagnaia
Pecco Bagnaia
Francesco Bagnaia ha trascorso l'ultima stagione MotoGP cercando di ritrovare sicurezza sull'anteriore della Ducati Desmosedici GP25. Ha centrato una vittoria ad Austin e una a Motegi, negli altri weekend ha sofferto e non poco. I tecnici della Rossa hanno provato in tanti modi ad adattare la moto al pilota di Chivasso, ma senza esito. I progressi si sono rivelati di breve durata e sono stati ulteriormente compromessi dalle continue vibrazioni in uscita di curva.

Problemi in frenata

Tra la Ducati GP25 e Pecco Bagnaia non è mai scattata la scintilla. Dopo tre stagioni formidabili ha fatto un regresso quasi inspiegabile. Per molti sarebbe dovuto alla presenza di Marc Marquez ai box, per l'allievo della VR46 Academy ci sarebbero altre ragioni. "La frenata in rettilineo era molto simile", ha spiegato il due volte campione della classe MotoGP. "Ma la differenza più grande si è verificata in entrata di curva, [prima] di avere la possibilità di fermare la moto con l'angolo di piega. E questa è una cosa che mi è mancata per tutta la stagione, soprattutto seguendo gli altri".
Il mancato feeling in ingresso curva ha condizionato il suo ultimo Mondiale, in scia le sensazioni peggioravano. "Quando segui gli altri, la scia non ti aiuta a fermare la moto - ha spiegato Pecco Bagnaia a Crash.net -. E se non riesci a frenare con l'angolo di piega giusto, sei fregato. Questo era il mio problema... L'anno scorso riuscivo a frenare con un angolo di piega maggiore. Riuscivo a controllare molto lo slittamento e potevo forzare molto nell'ultima parte per ridurre la velocità".

L'eco di 'Diggia'

Il pilota piemontese non è stato l'unico a trovare problemi con la Ducati ufficiale. Anche Fabio Di Giannantonio non se l'è passata bene con la GP25. La telemetria del neo campione MotoGP Marc Marquez non è fonte di soluzioni. "Il problema è che ogni pilota lavora e guida in modo diverso", ha spiegato l'alfiere del team VR46. Nella sua prima annata su moto con specifiche di fabbrica ha riportato nove podi e un sesto posto in classifica finale, senza nessuna vittoria.
Guardare i colleghi di marca e gli altri rivali può essere utile fino ad un certo punto. "È possibile copiare la configurazione, ma poi la guida con quella configurazione è tutta un'altra storia", ha aggiunto 'Diggia'. "Se copiassi il setup di Marc, sarei ultimo, al 100%". Il pilota capitolino non è rimasto indifferente ai problemi di Bagnaia. "A volte non è colpa sua. Forse cercavano solo la cosa sbagliata. Tutto qui. Ma Pecco, di sicuro, non ha perso la capacità di andare in moto".
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