Superbike, "Ducati Cup" e "Ducati Family": le inutili polemiche di Toprak

Superbike
mercoledì, 15 ottobre 2025 alle 12:45
Toprak Razgatlioglu Nicolo Bulega Superbike SBK
Superbike, "Ducati Cup" e "Ducati Family": le inutili polemiche di Toprak Razgatlioglu
Razgatlioglu protagonista dentro e fuori la pista nella stagione SBK 2025: forse ha detto qualche parola di troppo.
Lo scorso round Superbike a Estoril è terminato con una polemica di Toprak Razgatlioglu, che ha accusato sia Andrea Iannone sia Andrea Locatelli di non essere stati rispettosi nei suoi confronti nei primi giri di Gara 2. Se l'è presa soprattutto con il pilota del team Pata Go Eleven, che secondo lui avrebbe cercato di favorire Nicolò Bulega nella corsa al titolo, essendo a sua volta un pilota in sella a una Ducati. Una sorta di "gioco di squadra", smentito nettamente dal pilota italiano. Non è la prima volta che il turco della BMW straparla in questo 2025.

Superbike, Razgatlioglu e la Coppa Ducati

Dopo il round SBK a Phillip Island, dove era arrivato secondo in Gara 1 e poi non aveva fatto punti alla domenica, conclusa con un ritiro dovuto un problema tecnico alla sua M 1000 RR, aveva parlato di "Ducati Cup" per descrivere il campionato. Un solo weekend di gara con tripletta di Bulega lo ha portato a tuonare su un possibile dominio ducatista e a minacciare anche di andarsene dalla Superbike a fine 2025.
Poi la Coppa Ducati non c'è stata, al massimo abbiamo visto una "Razgatlioglu-Bulega Cup", dato che i due hanno vinto quasi tutte le gare del Mondiale. Tra l'altro, Toprak è anche riuscito a vincere 13 gare di fila e ad eguagliare il record realizzato da lui stesso nel 2024. Ci sono state diverse gare noiose, ma avendole vinte lui non gli è interessato della mancanza di spettacolo. Invece, a Phillip Island si preoccupava del fatto che i tifosi potessero non divertirsi vedendo una supremazia ducatista. Dominare va bene solo se lo fa lui. Quando nel 2024 stravinceva con una M 1000 RR migliorata anche con le superconcessioni (previste dal regolamento, quindi tutto assolutamente lecito) e non aveva rivali, era tutto bello?

SBK, Toprak e la Famiglia Ducati

Nello scorso weekend a Estoril si è spinto a parlare di "Ducati Family", come se ci fosse una sorta di cospirazione ducatista per ostacolarlo e favorire Bulega. Una follia, come ha giustamente commentato Iannone. Non c'è nessuno che può aiutare Nicolò, come non c'è nessuno che può aiutare Razgatlioglu. I due hanno corso un campionato a parte, facendo la differenza in modo netto su tutto il resto della griglia Superbike.
Toprak non può pretendere che la gente si scansi, va proprio contro lo sport. Giusto pretendere correttezza, quella vale sempre, però ci sono situazioni nelle quali il turco deve anche imparare a saper perdere e non puntare il dito contro qualcuno o qualcosa. Quando non ha vinto, a volte ha voluto evidenziare la superiorità della Ducati Panigale V4 R, finendo così per sminuire Bulega e per far intendere che, invece, lui vince con una moto inferiore.

Razgatlioglu, comunicazione da rivedere anche in ottica MotoGP

Nessuno mette in discussione il talento di Razgatlioglu e i meriti dei suoi successi, è un fenomeno ed è bellissimo vederlo guidare. Sicuramente è uno dei piloti più forti della storia del Mondiale Superbike. Ha vinto gare con la Kawasaki del team Puccetti, ha vinto gare e titolo con la Yamaha, ha vinto gare e titolo/titoli con la BMW. È un campione che fa la differenza e il suo valore non si può discutere. Però, a livello comunicativo può migliorare.
Nel 2026 correrà in MotoGP con il team Prima Pramac Yamaha e di sconfitte ne incasserà tante, ben più pesanti. Difficilmente la M1 sarà vincente e lui potrà essere subito davanti. Il primo anno con il prototipo di Iwata e le gomme Michelin dovrebbe essere molto complicato, di apprendimento, in vista di un 2027 con regolamento tecnico nuovo e gomme Pirelli nel quale magari potrebbe essere più protagonista. Oggi, è difficile fare previsioni, ma abbiamo così rispetto per il talento di Toprak che ci piace pensare che comunque in MotoGP riuscirà a ben figurare. Certo, salire su una Yamaha non sembra la scelta migliore per un "rookie". Gli auguriamo di restare sempre lucido nei momento di difficoltà che avrà e di riuscire a realizzare il suo sogno di essere competitivo anche in un campionato molto diverso da quello Superbike.
Pre-ordina la biografia di Giovanni Di Pillo su Amazon

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading