Il due volte iridato SBK continua a fare i conti con una zavorra molto penalizzante: lo porterà ad appendere il casco al chiodo?
La mancata conferma nel team ufficiale Aruba Ducati non aveva distrutto le motivazioni di
Alvaro Bautista, fiducioso di poter fare bene anche con una squadra privata nel campionato Superbike 2026. Il Barni Spark Racing Team era la soluzione migliore per continuare ad avere un pacchetto tecnico super competitivo. Quest'anno ha debuttato la nuova Panigale V4 R ed è di gran lunga la moto migliore della griglia.
Lo spagnolo auspicava di poter essere un protagonista della stagione nonostante la regola sul peso minimo che lo costringe a correre con una zavorra di 6-7 chilogrammi. Sperava che la nuova moto, unita al lavoro congiunto di Ducati e Barni, lo aiutasse ad avere qualche limitazione in meno rispetto agli scorsi due anni. Purtroppo, non è stato così.
Superbike, i risultati e l'infortunio di Bautista
SBK, un solo podio per Bautista nel 2026
Attualmente, Bautista occupa il nono posto della classifica generale SBK con 107 punti. Il suo miglior risultato è il terzo posto ottenuto in Gara 2 a Phillip Island, l'unico podio della stagione 2026. È arrivato tre volte quarto ad Assen, dove ha disputato il suo miglior weekend. In totale ha ottenuto sei top 5 negli otto round disputati finora.
Non va dimenticato che nella FP3 a Most è stato protagonista di una brutta caduta che gli ha procurato una
tripla frattura al piede destro. Non ha potuto proseguire il weekend e poi, nonostante non fosse ancora pienamente recuperato, ha comunque voluto correre nel round Superbike ad Aragon. Quelli successivi a Misano e a Donington Park sono stati particolarmente difficili, con risultati deludenti, soprattutto considerando che il suo compagno di squadra Yari Montella è riuscito a salire sempre sul podio.
Il problema della Ducati zavorrata
Intervistato dal podcast Fast & Curious, Bautista ha ribadito quelle che sono le difficoltà che deve affrontare correndo con una zavorra sulla sua Panigale: "Sono costantemente in lotta con la moto. Devo forzare per inserire la moto in curva, io vado verso l'interno e la moto tende ad andare verso l'esterno. A Most stavo usando la gomma morbida per prepararmi alla Superpole, ho perso il posteriore a metà curva, una cosa molto strana perché è avvenuta senza accelerare o altro. Non è stata una caduta normale. Ne ho avute tante e, alla fine, la cosa che mi preoccupa di più è la sicurezza".
Superbike, Alvaro Bautista: ha senso continuare così?
Il due volte campione del mondo Superbike vorrebbe l'abolizione della regola sul peso minimo non solo per poter essere più competitivo, ma anche per una questione di sicurezza: "Se mi tolgono l'extra-peso, non dico che vinco, però posso guidare più sicuro, più comodo e posso curvare come fanno gli altri. Ora ho una moto che pesa di più e che di conseguenza ha maggiore inerzia in curva, quindi sono svantaggiato. Ad Aragon ci sono 17 curve, quindi ho 17 punti di svantaggio. E c'è solo un rettilineo, quindi un solo punto favorevole".
Alvaro ha provato a farsi sentire per chiedere un cambiamento del regolamento, però non è stato accontentato ed è improbabile che la situazione cambi per il futuro: "Non so se un giorno lo capiranno oppure no. Il genio che ha pensato di mettere più peso su una moto per farla andare più lenta sul dritto so che tipo di ingegnere è...".
SBK, per Alvaro è il momento di ritirarsi?
Certamente, limitare la velocità di Bautista in rettilineo era un obiettivo di chi ha pensato di introdurre la regola sul peso minimo, fissato a 80 kg e che prevede una zavorra di 0,5 kg per ogni kg che manca per arrivare a quota 80. La stessa Ducati aveva votato a favore, forse sottovalutando l'impatto che l'extra-peso avrebbe avuto sul pilota o comunque pensando che avrebbe trovato una soluzione per farlo rimanere a un livello simile a quello del vincente biennio 2022-2023.
Lo spagnolo si ritrova a faticare nella maggior parte delle curve, visto che l'inerzia lo spinge verso l'esterno: inserimento, percorrenza e uscita non avvengono nella maniera ideale. A seconda del tipo di curva e del tipo di circuito perde di più o di meno, però la situazione complessiva è abbastanza frustrante per lui. Ed è un peccato vedere un pilota che non può esprimere tutto il suo potenziale.
Il rinnovo con il Barni Spark Racing Team è incerto, il boss Marco Barnabò ci ha detto chiaramente (
QUI l'intervista) che i risultati sono al di sotto delle aspettative e che le parti dovranno confrontarsi per discutere del futuro. Se dovesse saltare la conferma nella squadra italiana, cosa farà Bautista? Nonostante continui a dichiarare di essere ancora molto motivato e in grande condizione fisica e mentale,
forse l'ipotesi del ritiro potrebbe diventare più concreta che mai. A novembre compirà 42 anni e non è facile trovare un team Superbike che accolga un pilota costretto a correre con una zavorra di 6-7 kg sulla moto.
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