Yari Montella sta disputando una stagione Superbike 2026 di altissimo livello. Ha conquistato 11 podi, gli ultimi 6 consecutivamente, ed è terzo nella classifica generale. Un’altra storia rispetto al 2025, anno nel quale ha debuttato nella categoria e ha faticato tanto a dimostrare il suo potenziale. Nonostante i risultati non esaltanti, il Barni Spark Racing Team gli ha dato un’altra occasione ed è stato ampiamente ripagato. Il
rinnovo del contratto per il 2027 è stato una naturale conseguenza. Ne abbiamo parlato con il pilota campano.
Superbike, Corsedimoto intervista Yari Montella
Yari, campionato 2026 fantastico finora. Sei andato oltre le tue aspettative?
“Sono sorpreso da me stesso. Non era pensabile fare una stagione del genere dopo le difficoltà, le cadute e gli errori della scorsa. Questa mi serviva per ritrovare fiducia e migliorare, non pensavo minimamente di poter disputare un 2026 così positivo”.
Come sei cambiato rispetto al difficile 2025? Barni ci ha detto che hai fatto un grande lavoro soprattutto dal punto di vista mentale.
“Confermo quanto detto da Barni. Principalmente, ho cambiato l’attitudine, il modo di affrontare le cose, il metodo e la routine. In inverno ho analizzato gli errori dello scorso anno, li ho riconosciuti e ho lavorato per non ritrovarmi nella stessa situazione. Forse il 2025 è stato uno degli anni più difficili della mia carriera, perché mi sono ritrovato a fare tante cadute e ad andare in crisi. Non riuscivo a venirne fuori, ogni volta che salivo in moto facevo danni. Non è stato semplice. Il lavoro fatto in inverno ha pagato, a livello mentale ho fatto un cambiamento importante e a volte rimango sbalordito da me stesso per come reaziono rispetto al 2025”.
Yari Montella grande protagonista del Mondiale SBK 2026
Quest’anno c’è un Yari Montella nuovo, ma anche una Ducati Panigale V4 R nuova. Il modello 2026 ti sta aiutando di più rispetto a quello precedente?
“Partiamo dal presupposto che anche il pacchetto 2025 era vincente, lo ha dimostrato Bulega lottando per il titolo mondiale fino all’ultimo round. Sicuramente, la moto 2026 rappresenta un miglioramento, però era molto buona anche quella dello scorso anno. Ora Ducati è riuscita a trovare più stabilità e a limitare i movimenti della moto. Con il forcellone monobraccio c’era un meccanismo che innescava più movimenti, quest’anno riusciamo a trasformare quei movimenti in trazione, in forza. Credo che questo sia il cambiamento più grande. Il forcellone lavora tanto sia in uscita sia in inserimento di curva, quest’anno siamo riusciti a spostare tutti i riferimenti più in avanti, più al limite. La moto frena in modo un po’ diverso rispetto al 2025”.
C’è un aspetto specifico sul quale vorresti migliorare prima della fine della stagione per poter essere più vicino alla coppia Bulega-Lecuona del team ufficiale Aruba Ducati?
“Prendendo come riferimento l’ultimo round, che è stato il migliore in termini di prestazioni, abbiamo notato che ci manca ancora qualcosa nel finale delle gare lunghe in termini di gestione della gomma. E ci stiamo impegnando anche nel cercare di estremizzare i punti di frenata: l’obiettivo è frenare la moto in minore spazio. Le mie due mancanze sono gli aspetti nei quali Bulega e Lecuona riescono a fare maggiormente la differenza rispetto a me”.
Il fatto che nel box del team Barni Spark sia arrivato un due volte campione del mondo Superbike come Alvaro Bautista ti ha dato uno stimolo in più?
“Fino a un certo punto, perché io sono sempre stato un pilota molto focalizzato sul proprio orticello. Sicuramente, avere a fianco un pilota e una persona come lui è stimolante, però dopo quanto successo lo scorso anno mi sono concentrato su me stesso per dimostrare il mio valore e non bruciare la mia carriera. Avevo l’esigenza di fare una buona stagione per risultare un pilota veloce e non come un fuoco di paglia che magari ha fatto qualche stagione buona in passato. Certamente, all’inizio mi chiedevo se sarei riuscito ad arrivare davanti a Bautista, ma quando sei in pista pensi a te stesso. Siamo nella stessa squadra, ma io ho le mie persone e lui le sue”.
Siete in due situazioni diverse, confrontare i dati con Bautista è utile oppure no?
“La politica di Ducati consente di vedere i dati di tutte le moto, quindi io posso vedere sia quelli di Alvaro sia quelli di Bulega e Lecuona. Io sono più concentrato sui piloti che hanno il mio stesso stile di guida e che sono più veloci di me”.
Yari Montella e Barni Spark insieme anche nel 2027
Recentemente hai rinnovato il contratto con il team Barni Spark, una bella soddisfazione, ma hai sperato anche in una chiamata dal team Aruba Ducati per sostituire Bulega?
“Sicuramente un pensiero l’ho fatto, ma da parte mia non posso fare più di quello che sto facendo e c’è il mio manager che si occupa di trovare le migliori soluzioni per me. Penso che il team Aruba Ducati non abbia ancora preso una decisione sul 2027, ho preferito fare la mia scelta invece di aspettare e rischiare di restare con il cerino in mano”.
Hai avuto offerte da altri marchi?
“No, anche perché forse mi sono mosso in anticipo. Non so quali dei posti disponibili sarebbero stati interessanti per me. In questo momento della mia carriera il cambiamento ha senso solo se c’è un miglioramento, non mi interessa avere un contratto più ricco con un pacchetto tecnico non perfetto. Voglio un pacchetto che mi permetta di esprimere il mio potenziale, quest’anno ho iniziato a fare risultati e voglio continuare su questa onda per crearmi un nome e una posizione in Superbike”.
Sei nel Barni Spark Racing Team dal 2023, cosa significa per te questa squadra?
“Ormai è una seconda famiglia per me, mi sento parte di Barni. Abbiamo vissuto tanti momenti insieme. Nel 2025 abbiamo toccato il fondo, però ho avuto la fortuna di avere sempre Barnabò dalla mia parte. A fine stagione, quando la situazione stava diventando insopportabile a livello emotivo e non riuscivo più reggerla, sia Marco sia il figlio Davide sono venuti da me a parlarmi per capire come avrebbero potuto aiutarmi. Questi gesti non li dimentichi e sono riconoscente nei loro confronti. Un’altra persona avrebbe potuto decidere di lasciarmi a casa, invece Barni ha deciso di confermarmi per un altro anno. Abbiamo costruito un ottimo rapporto e continuiamo ad alimentarlo grazie ai bellissimi risultati che stiamo conseguendo. La fiducia che sento si traduce poi in risultati”.
Che obiettivi hai per l’ultima parte della stagione Superbike 2026?
“Sicuramente, l’obiettivo grosso è quello di concludere il campionato al terzo posto della classifica piloti. Sarebbe un grande risultato sia per me sia per il team Barni. Un secondo obiettivo che ho è quello di riuscire a poter fare almeno una gara con i primi. Non dico di vincere, ma di stare lì con loro almeno. Il weekend di Donington è stato il primo in cui abbiamo iniziato a vederlo come un obiettivo realistico, ci siamo avvicinati e abbiamo iniziato a sentire l’odore dei piloti ufficiali. Questo ci alimenta e ci spinge a fare ancora meglio”.
Infine, parlando in generale del Mondiale Superbike, cosa ti piacerebbe vedere di diverso?
“Sarebbe bello aumentare da 12 a 15-16 il numero di round del calendario, aggiungendo delle gare fuori dall’Europa. Questa è una cosa che manca al campionato. Inoltre, mi piacerebbe vedere l’ingresso di altri marchi. Ad esempio, penso ad Aprilia e a Suzuki, ma anche ai marchi cinesi. Questo darebbe ulteriore linfa alla Superbike, aumentando la competizione e spingendo tutti a migliorare”.