Nicolò Bulega finora ha corso contro se stesso, più che contro chiunque. Iker Lecuona, il compagno in Ducati ufficiale, è un avversario solido, ma sempre un gradino sotto. Ma il settimo posto in MotoGP al Balaton Park gli ha dato una gran carica. Misano ci sta apparecchiando un confronto diretto vero?
Iker Lecuona non correva in top class da tre anni ma sulla Desmosedici del team Gresini, da sostituito di Alex Marquez, si è trovato benissimo da subito. Il brillantissimo piazzamento nel GP è anche frutto del patatrac in partenza, ma anche se tutto fosse andato liscio, avremmo parlato comunque di una prestazione coi fiocchi. Lecuona, da ultimo arrivato, si è messo dietro mezzo schieramento della top class.
I luoghi comuni del motociclismo moderno
Lo scudiero Superbike ha abbattuto i preconcetti. Il faticoso approdo di
Toprak Razgatiloglu ha fatto montare la storica diffidenza verso i piloti Superbike. Gli appassionati dell'ultim'ora non guardano i dettagli, solo l'hipe dei social, per cui passa in secondo piano che la Yamaha è così in difficoltà da aver spento pure gli ardori di un fuoriclasse (ex iridato...) come Fabio Quartararo. Immaginatevi il coefficiente di difficoltà cui deve far fronte il turco, che oltre a non avere potenziale tecnico, non conosce né le piste tantomeno le gomme. Con una MotoGP competitiva Lecuona è andato subito forte, anche se in Superbike non ha ancora mai vinto, pur avendo gareggiato tre anni da ufficiale Honda HRC e adesso con la migliore moto e il miglior team su piazza. Se Toprak in MotoGP guidasse una Ducati, staremmo raccontando altre storie.
Lecuona ha fatto gonfiare il petto anche a Bulega
Il settimo posto di Iker in Ungheria è una bellissima notizia anche per Nicolò Bulega. Se lo sconfitto va così forte, dove potrà arrivare l'anno prossimo colui che a Lecuona non ha mai dato scampo? C'è anche da sottolineare che il leader Superbike arriverà in MotoGP disponendo della Ducati ufficiale coi colori VR46, con il vantaggio di averci fatto migliaia di chilometri nei test sviluppo attualmente in corso. Metteteci anche la conoscenza del "sistema" Pirelli, anche se le coperture MotoGP 2027 saranno tecnologicamente molto diverse da quelle che Bulega sta utilizzando in Superbike. Il settimo posto di Lecuona non è stato un colpo gobbo come il trionfo di Troy Bayliss da wild card a Valencia 2006, ma sicuramente è stata una bella iniezione d'auto stima per l'intero paddock Superbike.
Uno che incassa ma non crolla
Anche senza aver mai vinto, Iker è un pilota di razza. Non è da tutti incassare quindici sconfitte dal compagno di squadra e non vacillare mai. Lecuona non non ha combinato pasticci. E' stato attento in pista e anche nei rapporti pubblici e privati all'interno del box. Se guidi la migliore moto ufficiale vuoi vincere, senza discussioni. Ma Iker sta aspettando pazientemente il suo momento. Se sarà a Misano o l'hanno prossimo, senza Bulega di mezzo, però nessuno lo sa. Tantomeno lui.
Bulega caccia a Melandri
Nicolò ha vinto tutte le diciotto gare di questa stagione, in aggiunta alle ultime quattro delle precedenti. Una striscia impressionante, con una raffica di record statistici già polverizzati. Nel mirino adesso ci sono i 75 podi conquistati da Marco Melandri, primato dei piloti italiani in Superbike. A Bulega ne manca solo uno. Per raggiungere questo traguardo il pilota ravennate aveva impiegato 204 gare, Nicolò ne ha disputate appena 90, vincendone 38. Sono numeri da fuoriclasse assoluto. Mettetici anche che con la nuova Panigale V4 R, il nuovo Cannibale sta distruggendo i primati dei circuiti sul giro secco e soprattutto sulla distanza. Bulega è in versione mostro, Iker Lecuona per vincere dovrà alzare ulteriormente l'asticella.
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