Iannone racconta: le condizioni per correre in SBK e il rimpianto Ducati MotoGP

Superbike
lunedì, 24 novembre 2025 alle 19:15
Andrea Iannone pilota Superbike SBK
Superbike, Andrea Iannone: futuro incerto e il rimpianto Ducati MotoGP
Iannone è stato ospite del BSBM di Gianluca Gazzoli e ha raccontato un po' di aneddoti della sua carriera motociclistica.
Il futuro di Andrea Iannone nelle corse motociclistiche è ancora in dubbio, per il 2026 non ha un posto né sulla griglia Superbike né in un altro campionato. La voglia di continuare a correre non gli manca, però vuole farlo a specifiche condizioni tecniche ed economiche. Vedremo se ci saranno aggiornamenti nei prossimi giorni. Intanto, il pilota è stato ospite del noto podcast "Passa dal BSMT" di Gianluca Gazzoli.

Superbike, quale futuro per Iannone?

Parlando del suo futuro, il pilota abruzzese non ha saputo dare delle indicazioni su quello che farà nel 2026, però ha ribadito che vuole una situazione nella quale poter essere altamente competitivo: "È un momento complesso. Non sono più in un'età in cui posso accettare dei compromessi, non ho tempo da perdere, non sono un pilota che deve fare esperienza e che quindi può accontentarsi di determinate cose. Sono uno pronto e che, se messo in condizione, deve stare lì a puntare a vincere. Parlando con mio fratello Angelo e il mio manager Gelete Nieto ho dato delle condizioni: o c'è una situazione che mi permette di lottare per le prime cinque posizioni in tutte le gare oppure per me non ha più senso".
Iannone ritiene di poter essere un top rider del Mondiale Superbike, se gli viene affidata una moto vincente: "Per la Superbike non sono vecchio. Bautista ha 41 anni, è competitivo e continuerà a correre. Io ne ho 36, quindi 3-4 anni buoni li posso fare. Ma voglio una situazione bella. Stiamo cercando di mettere in piedi un progetto importante".
The Maniac spiega che correre non ha niente a che fare con il pensiero che possono avere coloro che lo criticano per svariati motivi, non ha alcun senso di rivalsa nei loro confronti: "Io non corro per far ricredere le persone. Quando sono sulla moto, so dove posso arrivare, quali sono i limiti e quali i pregi. Ma penso che, se dopo essere stato fermo quattro anni, sono tornato e alla prima gara mi sono giocato la vittoria, poi fatto dei podi e vinto una gara con un team piccolissimo super-privato, nel quale io ho messo tanto di mio per poter tornare, cosa devo dimostrare di più? Penso di non dover dimostrare niente".

MotoGP, il rimpianto Ducati

Iannone ha raccontato anche di essersi pentito di aver lasciato Ducati al termine della stagione MotoGP 2016: "Mi dispiace essere andato via da Ducati - ammette - secondo me è stato l'errore più grande della mia carriera. Si era creata una magia tra me e tutti gli uomini Ducati in quel momento. Io avevo il contratto da poter firmare, era tutto concordato. In Australia dovevo firmare la lettera di intenti, ma ho deciso di aspettare il Qatar. Poi loro hanno cercato di prendere Lorenzo e gli hanno fatto un'offerta, lui ha rilanciato con Yamaha, che ha accettato la sua richiesta. Jorge ha detto che sarebbe rimasto là, quindi penso che a quel punto Ducati abbia rilanciato di nuovo e i danni li ho subiti io. Ci sono rimasto male, perché era una cosa un po' fatta".
Il fatto che Ducati abbia voluto investire tanti soldi per ingaggiare Jorge Lorenzo lo ha spinto verso il trasferimento in Suzuki, che gli aveva fatto un'offerta economicamente più vantaggiosa: "Tanti dicono che sia successo tutto a causa della gara in Argentina - spiega il pilota - del contatto con Dovizioso, ma non è vero. Io il contratto da firmare lo avevo anche dopo. Alla fine io me l'ero presa, avevo anche un'offerta impressionante della Suzuki, non avevo mai visto così tanti soldi. Ma ho sbagliato. Poi sono andato via anche da Suzuki, però non c'erano le motivazioni per andarmene, avevo fatto dei podi. In Aprilia stavamo costruendo, avevano risposto molto bene l'anno dopo con la moto nuova che non ho potuto provare. Le mie indicazioni erano state giuste, di aiuto per lo sviluppo".
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