Sei Costruttori, quattordici squadre e ventuno piloti: al momento è questo lo schieramento del Mondiale Superbike. Nella lista manca ancora uno dei big:
Andrea Iannone riuscirà a salvare la sua partecipazione?
Quanti problemi
La Superbike di questa epoca è in crisi d'identità. Il regolamento tecnico, base fondante di ogni campionato motoristico per mezzi derivate dalla serie, è un groviglio inestricabile che non funziona e non piace agli appassionati. Il calendario di dodici round da alcuni anni ha un orizzonte quasi esclusivamente europeo, con l'Australia unica tappa extra continentale superstite. Di più: cinque eventi su undici nel vecchio continente sono ospitati fra penisola iberica e Italia. Una volta la Superbike era l'alternativa al Motomondiale. La concorrenza alimentava confronti, competizione e, in una parola, destava interesse. Adesso, con il gestore monopolista, è una serie B completamente organica al campionato principale.
Ma la partecipazione non cala
Eppure, nonostante la situazione non sia proprio idilliaca, le aziende continuano a credere nella Superbike. Le moto supersportive sono quasi sparite dalle strade e adesso si comprano prevalentemente per l'attività in pista. Eppure ci sono (quasi) tutti: BMW, Ducati, Yamaha, Honda, Kawasaki e l'ultima novità Bimota, il gioiello artiginale finito nell'orbita Kawasaki. Al momento è confermata la partecipazione di quattordici team, con un totale di ventuno piloti, e mancano ancora i due nomi che gareggeranno con Mie Honda. Gli italiani la fanno da padrone: nove rappresentanti. Poi ci saranno quattro britannici, tre spagnoli e un pilota a testa per Thailandia, Australia, Turchia, Stati Uniti e Portogallo. A livello di nazionalità è uno schieramento ben variegato.
Il grande assente: Andrea Iannone
Alla lista provvisoria si è aggiunto il britannico Tarran Mackenzie, che nello scampolo di stagione disputato con la Ducati Panigale V4 ha ridato fiato alle aspirazioni del team tedesco MGM. Il ritiro annunciato in estate è stato scongiurato dai bei risultati e dagli sponsor assicurati dal figlio d'arte ex campione del British Superbike. Non ci sarà il campione del Mondo in carica nell'ultimo bienno Toprak Razgatlioglu che sale in MotoGP con Pramac Yamaha. Forse rivedremo occasionalmente in pista il pilota più vincente di sempre, cioè Jonathan Rea che sarà
tester Honda. Per adesso nella lista non figura
Andrea Iannone: del team autogestito per permettergli di continuare la carriera ancora non c'è traccia. E il tempo scorre inesorabile. Il Mondiale 2026 partirà il 21-22 febbraio da Phillip Island. Prossimi test il 26-27 novembre a Jerez, con l'atteso debutto di Danilo Petrucci e Miguel Oliveira sulla BMW iridata.
Chi corre nel 2026
Ducati Aruba.it: Nicolo Bulega - Iker Lecuona (E)
Ducati Barni Spark: Yari Montella - Alvaro Bautista
Ducati Motocorsa: Alberto Surra
Ducati Elf Marc VDS: Sam Lowes
Ducati Go Eleven: Lorenzo Baldassarri
Ducati MGM: Tarran Mackenzie
Honda HRC: Jake Dixon - Somkiat Chantra
MIE Honda: da annunciare
Kawasaki Puccetti: Garrett Gerloff
YamahaPata Maxus: Andrea Locatelli - Xavier Vierge
Yamaha GYTR GRT: Remy Gardner - Stefano Manzi
Yamaha Motoxracing: Bahattin Sofuoglu - Mattia Rato
Bimota KRT: Alex Lowes - Axel Bassani
BMW ROKiT: Danilo Petrucci - Miguel Oliveira
Honda MIE: da annunciare
Kawasaki Puccetti: Garrett Gerloff
Yamaha Pata Maxus: Andrea Locatelli - Xavier Vierge
Yamaha GYTR GRT: Remy Gardner - Stefano Manzi
Yamaha Motoxracing: Bahattin Sofuoglu - Mattia Rato
Bimota KRT: Alex Lowes . Axel Bassani
Honda MIE: da annunciare
Kawasaki Puccetti: Garrett Gerloff
Yamaha Pata Maxus: Andrea Locatelli - Xavier Vierge
Yamaha GYTR GRT: Remy Gardner - Stefano Manzi
Yamaha Motoxracing: Bahattin Sofuoglu - Mattia Rato
Bimota KRT: Alex Lowes . Axel Bassani
BMW ROKiT: Danilo Petrucci - Miguel Oliveira
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