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Toprak Razgatlioglu e
Jonathan Rea potrebbero giocarsi il Mondiale
Superbike nell'ultimo atto. Restano cinque round, 15 gare, e il turco comanda per soli sette punti. Da anni non c'era un equilibrio tale e questo duello punto a punto a punto richiama alla mente i grandi spareggi del passato.
"Mi piacerebbe vincerlo all'ultimo, come Colin Edwards a Imola nel 2002" è il sogno di Jonathan Rea. C'è un problema: ad oggi non è noto dove sarà la resa dei conti. Il calendario è ancora provvisorio, e il round finale che dovrebbe disputarsi a Mandalika, in Indonesia, il 13-14 novembre resta in bilico. Nei giorni scorsi è stato almeno sciolto il nodo Argentina, dove la Superbike sarà di scena il 16-17 ottobre. Intanto godiamoci il trittico iberico con Montmelò questo week end e a seguire Jerez e Portimao nei prossimi due.
"Indonesia? Ci stiamo lavorando"
Gregorio Lavilla, ex pilota del mondiale, è alla guida della
Superbike in questi tempi difficili. L'anno scorso, in piena pandemia, si sono svolti solo otto round. Quest'anno si è tornati a tredici, cioè il format normale, anche se districarsi fra restrizioni di viaggio, quarantene e norme che cambiano di continuo nei vari Paesi è una sfida continua per il promoter. Domanda secca: si potrà andare in Indonesia? "
Ci stiamo lavorando, a braccetto con la Federmoto Internazionale, stiamo monitorando la situazione" spiega Gregorio Lavilla. "S
iamo costantemente aggiornati riguardo la situazione Covid e lo stato dei lavori." Già, perchè l'impianto che sta sorgendo a Mandalika non è ancora pronto: un problema doppio. Dorna, al momento, non ha alcuna certezza al riguardo.
Argentina: il circuito è a posto?
Il dubbio monta perchè due anni fa, l'ultima volta che la
Superbike ha corso a San Juan,
sei piloti (Davies, Laverty, Cortese, Kiyonari, Camier e Melandri) non presero il via in gara 1 giudicando impraticabile l'asfalto appena rifatto per trafilaggi d'olio. La corsa partì con dodici concorrenti in griglia, concludendosi senza problemi. I piloti non criticarono non solo il fondo, ma anche altri aspettti dell'impianto ritenuti non all'altezza. "
Il problema venne causato dall'aumento della temperatura, l'asfalto era stato steso da poco ed è uscito un pò di liquido, ma la gara si è svolta senza incidenti" precisa Lavilla. "
Durante questi due anni la pista è rimasta in attività ed è stata fatta manutenzione, abbiamo ricevuto un rapporto che ci dice che l'impianto è in buone condizioni e la pista ha un ottimo grip. In ogni caso i commissari FIM andranno sul posto in anticipo e verificheranno la situazione."I cinque round previsti si correranno tutti?
Con il mondiale apertissimo è vitale sapere non solo se il gran finale sarà in Indonesia o altrove, ma soprattutto conoscere con certezza quante gare restano. "Ovvio, ma con la pandemia tutt'altro che risolta non tutti i fattori sono nelle nostre mani. Quindi offrire certezza, di questi tempi, è molto difficile".
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