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Ridate a Bagnaia la stessa MotoGP di un anno fa e vediamo come va". Il motociclismo di questa epoca
social appare come un groviglio di interessi, complotti e risultati decisi a tavolino. La teoria della cospirazione è bizzarra: la Ducati pagherebbe Pecco sette milioni di € l'anno per farlo perdere a vantaggio di Marc Marquez, il nuovo cocco della Marca di casa Audi. In realtà resta uno sport dove praticamente tutto, o quasi, ha una spiegazione tecnica e logica. Qui, per fare un pò di oggettiva chiarezza, mettiamo a confronto i tempi sul giro di un anno fa con quelli di
questa edizione.Pecco Bagnaia 23 secondi più lento
Al Mugello il tre volte campione del Mondo (due in top class) era imbattuto da tre anni. In questo periodo aveva battezzato anche due Sprint, non proprio la specialità della casa. Un anno fa aveva completato i 23 giri del GP in 40'51"385, battendo in volata il compagno di box Enea Bastianini e il futuro campione del Mondo Jorge Martin, con la Ducati Pramac. Marc Marquez, sulla Ducati dell'anno precedente schierata da Gresini Racing, era finito quarto a due secondi da Pecco. Dodici mesi lo stesso pilota torinese ha impiegato 41'14"295 per coprire la stessa distanza. Marc Marquez ha vinto in comoda gestione tagliando il traguardo 5"081 prima di Bagnaia. Che dunque, rispetto all'anno scorso, ha lasciato sulla pista ben 23 secondi. Un secondo a giro preciso. Perchè?
La spiegazione della Michelin
Il confronto dei tempi sul giro da un anno all'altro è un esercizio difficilissimo, perchè sulla prestazione intervengono molteplici fattori. Il principale, ovviamente, sono le gomme a loro volta influenzate da tanti fattori: temperature, livello di grip, abilità di piloti e squadre nel farle rendere al meglio. "Le altissime temperature in cui si è gareggiato non hanno favorito la prestazione" ha commentato laconicamente il fornitore unico francese. I dati confortano questa affermazione. Oggi i piloti sono partiti con 32 °C nell'aria, ma soprattutto con l'asfalto che bolliva a 51 °C. Un anno fa c'erano 22 °C e solo 38 °C sulla pista: capite bene che è stato quasi come correre su un tracciato completamente differente.
Anche tutti gli altri sono andati più piano
Per smentire la "teoria del complotto" la cosa più ovvia è prendere come riferimento altri piloti. Prendiamo Marc Marquez, colui che secondo la vulgata social sarebbe il predestinato alla vittoria d'ufficio. Rispetto a dodici mesi fa è andato 16 secondi più lento, pur essendo passato dalla Ducati '23, sviluppata dal diretto avversario Bagnaia, a quella di ultima generazione, che è nata secondo le sue stesse indicazioni. Dunque in discussione, semmai, c'è il delta di prestazione Marquez vs Bagnaia, che pesa sette secondi: comunque non pochi in questa MotoGP dove si vince o si perde per questione di decimi.
Quanto pesa l'aspetto mentale?
Pecco Bagnaia sperava nel fattore Mugello per ribaltare l'inerzia, invece l'impressione è che abbia incassato un colpo decisivo. "Qui ho sempre fatto la differenza nei curvoni veloci, adesso lì c'è qualcuno più veloce di me" ha sospirato, alludendo ovviamente a MM93. In passato il campione torinese ha sempre avuto avversari assai meno ingombranti dell'otto volte iridato: sia per talento che per carisma. E' chiaro che avere nel box un bruttissimo cliente come Marc Marquez lo avrebbe costretto ad alzare l'asticella, sia dal punto di vista tecnico che mentale. Pecco doveva diventare più resiliente, più (sportivamente) cattivo, ma non sta succedendo.
La pressione che ti schiaccia
Il compagno di squadra top level ti spinge ancora più in alto, oppure ti schiaccia. Succede in ogni ambito del motorsport: chiedete agli sventurati che, in questi ultimi anni, hanno diviso la Red Bull con Max Verstappen. Un pilota che sembrava lanciatissimo, come Yuki Tsunoda, dopo qualche GP di coabitazione con l'olandese sembra non sapere più come si guida una monoposto. Max vince, Yuki naviga dal mezzo in giù. Non è, per fortuna, il caso di Bagnaia. Al Mugello era partito impepato di brutto, regalandoci tre giri di durissimo confronto diretto con Marc Marquez. Ma poi, dopo la toccata che poteva costargli un altro incidente, qualcosa si è rotto facendolo sprofondare addirittura fuori dal podio che avrebbe voluto scalare fino in cima. Bagnaia, dentro il suo Mugello, non ha perso solo da Marc ma anche contro Fabio Di Giannantonio, oltre a finire dietro ad Alex Marquez, che ormai è una costante.
Marquez è tornato fuoriclasse
Pecco, oggi, è come l'attaccante che nel periodo magico la mette dentro anche da posizioni impossibili e improvvisamente non trova più la porta, perchè la difesa avversaria è salita di livello. Bisogna considerare che Marc Marquez è il pilota più forte di questa epoca. Adesso il gravissimo infortunio che l'ha fatto penare per tre anni è un ricordo e lui è tornato
il fuoriclasse che era. Con la moto più competitiva della griglia, ora è fuori portata. Bisogna ammetterlo, perchè lo sport è così. Non chiedere a Bagnaia di arrivare dove (probabilmente) non può. Tocca a Pecco guardarsi dentro e capire se c'è qualcosa di inespresso.