MotoGP: Marc Marquez e il Mugello, all'inferno e ritorno

Paolo Gozzi Blog
domenica, 22 giugno 2025 alle 7:30
marquez
Lo sport moderno ha la memoria corta e la MotoGP, l'esaltazione della velocità, ovviamente non fa differenza. Ai tempi di Valentino Rossi sulle colline toscane era festa senza freni inibitori nè orari: "Al Mugello non si dorme" era il refrain. Marc Marquez era l'avversario del padrone di casa: fischiato sempre, e in qualche circostanza anche peggio. In precedenza qui dentro il campionissimo l'aveva spuntata soltanto nel 2014, nel pieno dell'orgia dominante con la Honda. Da lì in avanti aveva scalato il podio solo in due circostanze, sempre secondo: nel 2016 contro Jorge Lorenzo e tre anni dopo nel sandwich fra Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci. L'anno scorso aveva vinto la medaglia di legno nel GP (quarto) e nella Sprint aveva preso paga da Pecco Bagnaia (secondo).

La sconfitta più dolorosa

Nel 2022, proprio qui al Mugello, Marc Marquez aveva annunciato lo stop per farsi operare di nuovo al braccio destro massacrato nell'incidente di due anni prima a Jerez. Aveva il sapore del canto del cigno, tutti si chiedevano se e come il pilota più vincente di quest'epoca sarebbe tornato alle corse. E il primo a porsi la domanda era proprio lui. Sono trascorsi appena 36 mesi eppure nessuno se lo ricorda più. Adesso il mainstream è tutto concentrato su un interrogativo da psicanalista, cioè se e quando Pecco Bagnaia tornerà a riprendersi i galloni del box Ducati. La risposta è già scritta: con la migliore Ducati e il miglior team su piazza Marc Marquez è tornato ad essere fuori portata per chiunque, a cominciare dal compagno di squadra.

Il racconto basato sull'ipotesi

Anzichè celebrare la resurrezione sportiva di un talento quasi irreale come Marc Marquez, si è scelto di accendere l'attenzione su un tema ipotetico. Cioè se il Mugello avrebbe potuto fare il miracolo, contando sui precedenti di lusso di Pecco Bagnaia: tre successi di fila, conditi anche dalle ultime due Sprint. Un tema suggestivo, ma scaturito da un'analisi incompleta. Nel 2022 Marquez aveva il braccio destro storto, l'anno dopo guidava una Honda che non andava neanche dritta e dodici mesi fa la Desmosedici di seconda mano. Era scontato che questa volta gli equilibri tecnici sarebbero cambiati. Infatti MM93 si è mangiato la Sprint pur pasticciando in partenza con il bottone del launch control. La foga con la quale ha recuperato, bevendosi Bagnaia e il fratello Alex in soli due giri, ci fa capire quanto potenziale di scorta possa avere.

La MotoGP può cambiare inerzia?

Certo, il week end del Mugello è ancora in pieno svolgimento e il boccone più ghiotto, cioè il GP, è ancora sul tavolo. Sulla distanza lunga Pecco Bagnaia potrebbe riuscire ad arginare, almeno per una domenica, la fame da Cannibale del compagno-avversario? La speranza è l'ultima a morire, ma è un'impresa al limite del possibile. "Non riesco più a fare la differenza dove prima la facevo" sospira il due volte iridato alludendo ai curvoni veloci del Mugello, lì dove i campioni hanno sempre fatto la differenza: la picchiata Casanova-Savelli, le due Arrabbiata, Correntaio e Bucine. "Stavolta c'è sempre qualcuno più veloce di me". I campionissimi raramente dicono la verità, ma Pecco è speciale, perchè onesto. La semplice e dura legge di questo sport: vinci finchè non arriva uno più veloce di te.

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading