Ci sono momenti della vita che ti lasciano stordito, come l'improvvisa perdita di un amico da sempre, in una silenziosa giornata d'inverno, e proprio adesso che un altro anno sta per finire. Mario Sussi ci ha lasciati all'improvviso, per un malore. Un'uscita di scena senza clamore, ma che ci lascia senza parole, come tutte le cose che gli abbiamo visto fare. Mario Sussi era un geniale uomo di televisione. Non quella davanti alle telecamere, ma di quella dietro. Cioè uno dei massimi esperti in Italia delle radio trasmissioni, cioè quel complicatissimo groviglio di antenne, onde radio, parabole, modulatori e mille altre cose che trasformano un segnale elettrico in luci, colori, notizie, emozioni. Megahertz che prendono vita, e diventano la nostra vita.
Mario è stata una di quelle persone che arrivano sempre prima. Aveva cominciato a trafficare con gli impianti di trasmissione alle medie, diventando il più giovane radioamatore nazionale. Dalla sua stanzetta di ragazzino in una casa di Castelfiorentino, nella campagna fiorentina, parlava con persone di ogni angolo del mondo. Era la fine dei sessanta, quando da queste parti la teleselezio era ancora roba da ricchi e la tv si guardava nei cinema, o nelle Case del Popolo. Già, la TV. Ci volle poco perchè , dopo la radio, diventasse il nuovo l'oggetto dei desideri del piccolo Mario. Nel '72, l'anno delle Olimpiadi di Monaco, insieme ad altri geniali visionari di queste parti, trovò il modo di captare la radiofrequenza dei ponti radio della Rai, cioè la struttura di collegamento che dal 1954, e anche oggi, l'ente di Stato utilizza per collegare le varie sedi. Mario e i suoi sodali approfittavano del fatto di trovarsi, geograficamente, proprio sulla dorsale nord-sud che collega Torino (prima sede Rai della storia) e Milano al nucleo centrale di Roma.
La pay tv... prima della pay tv
Dai ponti radio passava di tutto, anche il segnale in diretta delle partite di calcio di serie A, la domenica alle 14:30. Negli anni '70 il calcio in diretta era ancora solo radiofonico: le prime immagini si vedavano la sera alla Domenica Sportiva, e solo successivamente a "90° minuto" nel tardo pomeriggio. Immaginate lo stupore, a metà degli anni 70, poter scrutare la partitissima nel momento stesso in cui si giocava. Nei bar, nei circoli di tifosi e in parecchie case di VIP il calcio in diretta l'hanno visto decenni prima della nascita della pay tv. Era legale? No. Infatti Mario Sussi ha raccontato questa storia solo nel 2022, in un libro che ha voluto titolare
"90 minuti in Paradiso", per enfatizzare il desiderio che poter avere un simile privilegio scatenava.
Pioniere della TV
Questa è la storia più avventurosa, ma Mario Sussi era stato pioniere anche della TV per comuni mortali. Nel 74 Castelfiorentino, paese da poco più di 10 mila abitanti, venne illuminata, è il caso di dirlo, da una delle primissime tv "libere" d'Italia: TV4. Due telecamere, solo una a colori, qualche monitor regalo di amici, gli studi ospitati nell'angusta soffitta della Casa del Popolo. A far arrivare il segnale nelle case ci pensava Mario, con una rete di trasmettori fatti con niente, ma che funzionano sempre. TV4 fece uno scalpore tale che, tempo poco, nei paesi vicini chiesero di poter avere il segnale anche loro. Tutti modificarono gli impianti e poterono gustarsi le partite di calcio delle squadre del paese, la processione, i dibattiti fra politici del posto. Negli anni '70 vedere in tv la piazza di una cittadina di provincia era emozione a prescindere. Io ho cominciato lì dentro: a 17 anni conducevo il programma sportivo, ogni lunedi alle 21.
Una carriera clamorosa
Era ovvio che la provincia fosse solo un pretesto. Mario, ingegnere elettronico, dopo TV4 cominciò a costruire l'infrastruttura di trasmissione di emittenti regionali, poi via via più grandi, soprattutto all'estero. Negli ultimi anni ha lavorato per Epiqa, una societò di Snaitech, nella progettazione e gestione degli impianti di trasmissione di EquTV, l'emittente specializzata dell'ippica che offre sul
bouquet SKY e sul digitale terreste le dirette da una ventina di ippodromi italiani e collegamenti con i principali eventi all'estero. Un dedalo di ponti, connessioni in barda ultra larga e fasci di radiofrequenze verso il satellite HotBird. Mario Sussi era partito dalla TV con le valvole, e oggi era leader di un settore tecnologicamente avanzatissimo.
Un'eredità pesante
Mario ci lascia un'eredità pesante, cioè l'infinita curiosità che ti spinge ogni volta un passo oltre. Non ci sentivamo spesso, ma per uno strano scherzo del destino negli ultimi giorni c'era stato un fitto scambio. il giorno prima di spegnersi, nel sonno, mi aveva mandato un messaggio che descrive alla perfezione il tipo che era. Leggerlo e rileggerlo mi lascia stordito. Ciao Mario.