Test Portimao, un'altra giornata buttata via: ora la BMW è in guai seri

Superbike
martedì, 10 marzo 2026 alle 17:22
Test Portimao, un'altra giornata persa la pioggia: ora Danilo Petrucci è nei guai
Ancora un nulla di fatto per la Superbike afflitta dal maltempo: la seconda giornata di test a Portimao è andata persa, com'era già successo a fine gennaio. Il precampionato a singhiozzo è un problema per tutti, ma per la BMW di più.
In quattro giornate trascorse sul saliscendi dell'Algarve, fra prima e dopo l'antipasto Mondiale in Australia, i team Superbike hanno potuto girare in condizioni d'asciutto solo mezza giornata, lunedi 9 marzo. Qui è tempi. La Bimota con Alex Lowes era risultata più veloce della Ducati del leader iridato, Nicolò Bulega incappato anche in una rovinosa caduta per fortuna innocua per il pilota. Fra dieci giorni a Portimao si corre la seconda gara del Mondiale, a questo punto fra mille incertezze.

Per chi suona la campana?

Il tempo buttato via complica i piani di tutti, anche della Ducati che avrebbe avuto bisogno di accumulare dati sulla nuova versione della Panigale V4R. A Phillip Island però la Rossa con il forcellone bibraccio ha fatto il pieno, vincendo tre volte con Bulega ma andando fortissimo anche coi piloti satellite: Bautista, Baldassarri e Montella hanno assaggiato il podio. Quindi dover rinunciare al test lusitano per la Ducati è un problema relativo. Chi invece può rammaricarsi davvero è la BMW, che a parte l'Australia, finora in Europa non è riuscita a far accumulare esperienza a due piloti esperti come Danilo Petrucci e Miguel Oliveira, ma che conoscono ancora pochissimo la M1000RR. Con Toprak Razgatlioglu qui la BMW andava a nozze, fra dieci giorni il potenziale è tutto da scoprire. Anche se Oliveira gioca in casa e sarà particolarmente motivato.

Ha senso questo programma di test?

Il precampionato Superbike è andato quasi completamente in fumo: a Portimao si è girato mezza giornata su quattro, a Jerez neanche quella, due giorni perduti. Parliamo di due destinazioni europee, dunque raggiungibili via terra, e per questo nuovo test in Portogallo, che doveva servire a tappare il buco del precedente, i costi sono compensati dal fatto che l'intera logistica ovviamente resterà in loco fino al week end di gara del 26-28 marzo. Quindi i costi, per certi versi, sono ammortizzati. E' comunque denaro buttato via per voli e alloggi del personale, somme non banali considerando che ormai i top team Superbike hanno decine di addetti. Onestamente era difficile prevedere che nel sud Europa, dove di norma gli inverni sono più miti e asciutti, si potesse andare incontro ad un disastro simile. Ed è poco plausibile che la Superbike possa concedersi oggi i lussi di un tempo, quando d'inverno i top team facevano tappa in Australia o Sud Africa, andando incontro all'estate. Un campionato che ha solo dodici tappe, di cui una soltanto fuori dal Vecchio Continente, già disputata in Australia, come può permettersi di fare collaudi in posti esotici?

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