Ai Ogura e Yamaha, un binomio 2027 che è già un pezzetto di storia del Mondiale MotoGP: ecco perché.
Un giapponese vestirà i colori di una casa giapponese in MotoGP. Per Honda è storia recente (Takaaki Nakagami in LCR), nel caso di
Yamaha invece dobbiamo tornare un po' più indietro per trovare gli ultimi nomi del Sol Levante che si sono vestiti di blu a tempo pieno. Ricordiamo un dettaglio: la nascita del team ufficiale Yamaha risale al 1999, dopo l'addio della squadra di Wayne Rainey (che correva con appoggio ufficiale), negli ultimi anni della 500cc prima di lasciare spazio alla MotoGP dal 2001. Ma tra mezzo litro e categoria attuale, non si può dire che Yamaha abbia schierato così tanti piloti "di casa", anzi... E nell'ultimo decennio segniamo presenze sporadiche, da sostituti o wild card, tra team ufficiale e l'allora squadra satellite Tech3.
Dal Giappone con furore
Lo scorso weekend Ai Ogura si è mostrato quasi imbarazzato quando è stato accostato a Makoto Tamada, l'unico giapponese capace di vincere in MotoGP prima di lui. "È passato tanto tempo" aveva commentato il pilota Trackhouse Aprilia, quasi ritenendosi non all'altezza di un accostamento simile. L'umiltà del timido Ogura è nota, ma è ormai decisamente eccessiva, visto che fin dal suo arrivo in Moto3 s'è inserito a gamba tesa nella storia del Motomondiale. La cosa particolare del Giappone è che non vanta tantissimi campioni del mondo, ma moltissimi ragazzi passati per il Mondiale sono stati capaci di lasciare un segno, influenzando, anzi quasi stregando, soprattutto i piloti europei. Anche Ogura non è diverso: ricordiamo in particolare le parole del futuro compagno di squadra Jorge Martin, particolarmente impressionato dallo stile di guida del collega di marca in Trackhouse. "In ogni curva sembra quasi sul punto di cadere" ha sottolineato Martin con ammirazione in conferenza stampa alla fine del GP ad Assen, ammettendo che non sarebbe mai in grado di copiare uno stile simile.
Yamaha guarda di nuovo "in casa"
Ma lo sapete che nel team factory Yamaha non c'è mai stato un giapponese? Non vuol dire però che i tre diapason non abbiano avuto i propri rappresentanti in classe regina. I più celebri piloti giapponesi che hanno corso con Yamaha in classe regina sono impossibili da dimenticare: Norifumi Abe, Shin'ya Nakano, Noriyuki Haga. Il primo è stato un modello di riferimento anche per un certo Valentino Rossi, che aveva adottato il soprannome "Rossifumi" per omaggiarlo e ricordarlo. "Norick", scomparso in un incidente stradale nel 2007, tranne le primissime gare mondiali con Honda ha fatto poi il 99% della sua carriera con Yamaha. Prima in 500cc dal 1995, dal 2001 in MotoGP, nel 2003 era collaudatore/wild card per Yamaha Racing, sostituendo l'infortunato Melandri per alcuni GP, e nel 2004 è tornato titolare con Tech3, per poi fare due stagioni in Superbike (2005-2006). Nakano invece è stato alfiere Yamaha Tech3 in 250cc (1998-2000) nel 2001 in 500cc con un podio, e per un paio d'anni in MotoGP (2002-2003). Haga ha costruito la sua carriera in SBK, ma nel Motomondiale con Yamaha vanta un podio 500cc nel 1998 e una stagione completa sempre nella mezzo litro.
Altri giapponesi con Yamaha in classe regina
Torniamo anche indietro nel tempo: anni '70, Hideo Kanaya ha corso con Yamaha in 500cc tra il '72 ed il '75, ottenendo tre vittorie di GP, 15 podi in totale ed un 3° posto iridato. Qualche anno (1976-1978) dopo c'è Takazumi Katayama, tre podi 500cc con Yamaha prima di passare ad altri marchi. Troviamo anche Tadahiko Taira in 500cc con Yamaha tra il 1984 ed il 1991, con un 3° posto a Brno nel '87 come unico podio. Più avanti, nel 1998, Kyōji Nanba ha disputato cinque GP in 500cc con Yamaha, con un 5° posto come miglior risultato. Toshihiko Honma, presenza molto sporadica nel Motomondiale in particolare in 250cc, ma nel periodo 1991-1994 ha disputato un GP all'anno con Yamaha nella classe 500cc, andando a punti per tre volte con altrettante top 8.
Solo collaudatori e wild card negli ultimi anni MotoGP
Nel 2010 il tester Wataru Yoshikawa ha corso in Catalunya per l'infortunato Valentino Rossi, nel biennio successivo un altro tester, Katsuyuki Nakasuga, ha disputato due GP per gli infortunati Jorge Lorenzo e Ben Spies. Da allora nel team factory non si sono più visti piloti giapponesi, nemmeno sporadicamente. Guardando anche a Tech3, l'ultima presenza "a gettone" è stata quella di Kohta Nozane, che nel 2017 da collaudatore Yamaha ha disputato il GP del Giappone al posto di Folger, fermato da problemi di salute. Non male come lista di nomi, ma è una grande scommessa per Yamaha: come vi abbiamo appunto raccontato in precedenza, non ha mai avuto un pilota giapponese prima a tempo pieno nella squadra factory! Ad Ai Ogura il grande onore, con annessa pressione...
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