Un weekend da dimenticare per
Yamaha a Buriram, i piloti non hanno parlato davanti ai media: ci ha pensato Pavesio a commentare la situazione.
Yamaha ha deciso di avviare una rivoluzione per cercare di tornare al top in MotoGP e il nuovo progetto richiede tempo. Dal 2026 è stato scelto di correre con il motore V4, una scelta storica, e la nuova M1 non è ancora pronta per competere ad alti livelli. Il Gran Premio della Thailandia ha confermato che il prototipo di Iwata è attualmente il peggiore della griglia.
A Buriram 0 punti fatti nella Sprint, con Jack Miller 15° come pilota meglio piazzato. 3 punti conquistati nella
gara lunga, 2 da Fabio Quartararo (14°) e 1 da Alex Rins (15°). Ultimo posto nella classifica costruttori e tantissimo lavoro da fare per alzare il livello nei prossimi gran premi.
MotoGP Thailandia, Pavesio commenta il flop Yamaha a Buriram
Paolo Pavesio, managing director Yamaha, si è presentato ai microfoni di Sky Sport MotoGP nel post-gara per commentare la situazione: "Ci sono sempre aspettative e speranze, poi però c'è la realtà. Sappiamo che questo è un progetto complesso, si tratta di una rivoluzione tecnica e dobbiamo accettare che oggi la gara ci abbia detto dove siamo. Abbiamo davanti a noi una montagna molto ripida di 30 secondi che dovremo scalare un pezzettino alla volta. Ci tengo a dire che i quattro piloti hanno dato il 110% in questo weekend, così come tutti gli uomini Yamaha, continueranno a darlo".
Il manager italiano viene domandato se alcune dichiarazioni di Quartararo siano un po' troppo dure a volte: "Secondo me - risponde - è corretto dirsi le cose in faccia quando si lavora. Si dice spesso che il motociclismo è uno sport di squadra, quindi in certi momenti bisogna anche tutelare la squadra. Io sono qui oggi a metterci la faccia per il lavoro che faccio in azienda, ringrazio i miei piloti perché hanno dato tutto. Siamo qui per lavorare e migliorare, miglioreremo".
Perché i piloti non parlano dopo la gara
Essendoci un progetto totalmente nuovo, era difficile pensare che la casa di Iwata potesse essere subito davanti. Pavesio chiede un po' di pazienza, consapevole che per i piloti non sarà facile incassare il fatto di non poter essere competitivi come vorrebbero: "Non credo ci sia nulla di disdicevole nell'avere difficoltà con un progetto nuovo. Se uno non ci prova, non lo saprà mai. Noi sappiamo che se non ci avessimo provato, non saremmo arrivati pronti nel 2027. Questo non significa che accettiamo il 2026 come un anno di sviluppo in pista, però accettiamo il fatto di essere dove siamo oggi. In ogni gara impareremo qualcosa, i ragazzi a casa lavorano per continuare a sviluppare e noi qua dobbiamo essere bravi a mettere insieme tutti i pezzi in pista".
Il dirigente sportivo Yamaha ha anche spiegato perché oggi i piloti non si siano presentati davanti ai media, cosa che invece ha deciso di fare lui: "In questi giorni i piloti sono sempre stati disponibili e penso che dopo un weekend così difficile, al di là del risultato e dei 30 secondi di gap della gara, secondo me ci stava essere qui. Non tanto per proteggere loro, ma per spiegare a che punto del progetto siamo. Non lo vedo come un momento di crisi, ma penso che questa sia una scelta corretta da fare".
Pavesio non cerca scuse legate alle gomme e alle condizioni particolari trovate a Buriram, sa che la casa di Iwata deve lavorare sodo per mettersi nella posizione di essere più forte in MotoGP: "Qui le condizioni sono state estreme, però non è neanche giusto nascondersi dietro eventuali problemi legati alle gomme. Per noi ogni pista sarà quasi una nuova pista, dobbiamo capire come il nostro pacchetto si adatterà alle diverse condizioni. Serve imparare e migliorare, tirando fuori il meglio da ciò che abbiamo a disposizione".