L'esordio stagionale della MotoGP riporta in pista la classe regina con una coda di polemiche e note stonate che non possono passare sottotraccia. Episodi che hanno macchiato un weekend che ha registrato il boom di spettatori in pista al Chang International Circuit di Buriram, tra episodi rivedibili ed alcune grave decisioni prese in corso d'opera.
L'OPERATO DELLO STEWARDS PANEL
Il weekend si è aperto con l'ormai celebra decisione del FIM MotoGP Stewards Panel di sanzione con "Drop 1 position"
Marc Marquez, reo di aver provocato il contatto e conseguente uscita di pista di Pedro Acosta nel corso della Sprint. Un epilogo che ha lasciato l'amaro in bocca, per una sanzione che ha riportato in auge una problematica di fondo: la difformità di giudizio. Di episodi "alla Marquez-Acosta" se ne sono visti a dozzine, ma senza subire sanzione alcuna. Una volta stabilito il metro di giudizio, va applicato. Il problema non c'è alcuna uniformità in merito.
BANDIERE ROSSE TARDIVE
Se le penalità comminate dallo Stewards Panel rientra, se vogliamo, nella sfera delle opinioni,
quanto accaduto in Moto2 non può che lasciare interdetti. I due episodi che hanno comportato l'esposizione della bandiera rossa sono stati gestiti in maniera quantomeno discutibile dalla direzione gara. Due interruzioni tardive: la prima bandiera rossa, conseguenza dell'incidente con sfortunato protagonista David Alonso, arriva dopo 1 minuto e 20 secondi. La successiva, per il botto tra Sergio Garcia e Luca Lunetta, dopo 1 minuto e 21 secondi. Tardive, quando il gruppo di testa stava sopraggiungendo nel tratto dove i piloti venivano soccorsi ed in barella. La seconda, in particolar modo, con i piloti di testa che si stavano presentando in curva 3 arrivando dal rettilineo più lungo del tracciato.
PRECEDENTI PERICOLOSI
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Le bandiere rosse tardive, al netto di qualsivoglia giustificazione, chiaramente sono volte a scongiurare interruzioni ed eventuali slittamenti del pre-gara (inteso come "show") della MotoGP. Non è la prima volta, oltretutto: pericoloso il precedente di Assen 2025 in Moto3, con la bandiera rossa sventolata sostanzialmente dopo un giro mentre i piloti stavano per affrontare l'ultima chicane, arrivando in prossimità dei soccorsi allo sventurato Luca Lunetta. Episodi in serie che lasciano interdetti, specie quando (pubblicamente) chi di dovere parla a profusione di sicurezza e di una grande sensibilità riposta in materia.
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