MotoGP Qatar, piloti rassegnati davanti ai missili: "Siamo pagati per correre"

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MotoGP: il GP Qatar è confermato nonostante i timori
Il Gran Premio del Qatar resta in calendario l'8 novembre, nonostante in Medio Oriente la situazione militare continui a preoccupare. Nel paddock di Mandalika, dove si corre il GP d'Indonesia, Carlos Ezpeleta ha confermato che la MotoGP intende andare a Losail, sempre che le condizioni di sicurezza lo permettano.
Tra i piloti, invece, prevalgono fatalismo, humour nero e la consapevolezza degli obblighi professionali. Come riporta Paddock-GP, una battuta circolata tra i piloti riassume bene il loro disagio: "Se cade una bomba, speriamo semplicemente che non cada vicino a noi". Lo scorso 23 giugno un missile balistico iraniano ha colpito la base Usa di Al Udeid provocando seri danni. Il Qatar ospita le principalli installazioni militari americane nella regione.

Qatar confermato, ma la regione brucia

In origine il GP del Qatar era fissato per il 12 aprile, poi è stato spostato all'8 novembre a causa del conflitto in Medio Oriente. Lo slittamento ha trascinato con sé anche il Portogallo e Valencia, che ora sono in programma il 22 e il 29 novembre.
A meno di un mese dall'appuntamento di Losail, però, il quadro resta incerto. Giovedì nuovi attacchi rivendicati dagli Houthi dello Yemen hanno colpito l'Arabia Saudita, compreso l'aeroporto internazionale di Riyad. Ci sono state vittime e pesanti disagi al traffico aereo: Lufthansa e diverse compagnie indiane hanno sospeso temporaneamente i collegamenti con la capitale saudita. Riyad non è Losail, ma il messaggio è chiaro: quando la tensione militare sale, anche infrastrutture civili e voli possono finire nel mirino.

Ezpeleta: sicurezza prima di tutto

Interpellato venerdì a Mandalika, il vice amministratore delegato della MotoGP non ha annunciato cambi di programma: "Stiamo seguendo la situazione molto da vicino. Prevediamo ancora di andare in Qatar". Subito dopo, però, la precisazione: "La sicurezza e il benessere di tutti i nostri dipendenti e dei nostri tifosi sono la nostra priorità assoluta".
La trasferta, insomma, è confermata, ma dipenderà da come evolveranno gli eventi. Ezpeleta ha ricordato che il campionato sa riorganizzare il calendario in emergenza, citando lo spostamento della finale 2024 dopo le alluvioni di Valencia. Un piano alternativo resta quindi possibile, anche se per ora nessuno è stato annunciato.

"Se il team mi compra il biglietto, devo andare"

Sul fronte piloti, emerge una forma di rassegnazione. Uno di loro ha spiegato di non temere in modo particolare la trasferta, considerando il Qatar semplicemente una tappa già scritta in calendario. Nei discorsi torna spesso il paragone con la Formula 1: visto che Liberty Media controlla entrambi i campionati, qualcuno ritiene che se la F1 mantiene le sue gare in Medio Oriente, sarebbe un segnale incoraggiante anche per la MotoGP.
Molto più diretto un pilota KTM, che ha messo le cose in chiaro: "In ogni caso non abbiamo scelta. Siamo pagati per correre. Se la mia squadra mi compra un biglietto aereo, devo andarci".
Il conto alla rovescia verso Losail è iniziato: nelle prossime settimane sarà l'evoluzione della crisi, più che il calendario, a decidere se la MotoGP atterrerà davvero in Qatar.
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