La Sprint del GP di Aragon ha riportato
Jorge Martin al comando della MotoGP, ora con tre punti di vantaggio su Pecco Bagnaia. Il pilota Pramac ha chiuso al secondo posto, dietro a
Marc Marquez, con un distacco di tre secondi, mentre l'italiano del team Ducati Lenovo era nono, con problemi alle gomme, simili a quelli patiti dallo stesso 'Martinator' l'anno scorso in Qatar.
Jorge in testa al Mondiale
La caduta in qualifica rischiava di minare la sua fiducia, invece Jorge Martin ha mostrato un grande livello di maturità e solidità psicologica. Una gara strategica, consapevole che fosse impossibile dare l'assalto al vincitore del team Gresini Racing. L'obiettivo primario era finire davanti a Bagnaia (autore di una gara grottesca) e l'ha centrato in pieno. "Abbiamo fatto un grande cambiamento in gara", spiega il pilota di San Sebastián de los Reyes parlando del suo stato di forma sulla Desmosedici. "Stiamo tutti soffrendo e abbiamo difficoltà con l’anteriore, ma sono riuscito a ricompormi e fare un’ottima partenza per seguire Marc per almeno due o tre giri".
La grande domanda è come cercherà di dare la caccia a Marquez nella gara odierna, la speranza sta nella gomma posteriore media. "In questo momento abbiamo fatto un grande passo avanti con la gomma posteriore soft, che normalmente è quella con la quale mi trovo meglio. Marc è più veloce, ma con la media le cose si equivalgono... Lui è molto forte, e anche se lo avessi superato al primo giro, lui mi avrebbe comunque superato e sarei arrivato secondo. Non c’erano possibilità per tenergli testa".
Obiettivo podio al MotorLand
Ci sono tre curve in cui l'otto volte campione del mondo fa la differenza: la 9, la 10 e la 17. "Siamo ugualmente forti per il resto del giro. Se migliorerò lì, potrei riuscire a colmare il divario in altri settori", ha proseguito Jorge Martin. La gara domenicale sarà una nuova sfida, con Marquez che resta il grande favorito al MotorLand di Aragon. In palio c'è il mantenimento della leadership MotoGP prima di arrivare al doppio round di Misano.
Per il madrileno si è trattato del quinto secondo posto consecutivo, l'eterno secondo che però è primo... "
Ultimamente pare che ci sia sempre uno più forte. Ero in Germania ma ho sbagliato, poi è stato Bastianini, poi Bagnaia, qui Marc… Ma alla fine quello che c'è sempre sono io e quello che arriva sempre secondo sono io quando non sono il più veloce. E questa è una buona indicazione che ho sempre il potenziale per fare bene e ho le idee chiare al riguardo... L'importante è che io sia sempre forte”.