Marquez non festeggia le vittorie: il campione Ducati svela il retroscena

MotoGP
Marc Marquez
Marc Marquez ha centrato il bottino pieno a Motegi ed ora è pronto a sfatare il tabù di Mandalika. Sul tracciato indonesiano non solo non ha mai conquistato punti in gara, ma ha riportato cadute particolarmente incisive. Il campione in carica della classe MotoGP ha davanti a sé una nuova sfida, dal valore particolarmente significativo in ottica mondiale.

La maledizione di Mandalika

Nel 2022 ha riportato un violento highside alla curva 7 durante il warm-up. Si era qualificato 15° e la caduta l'ha costretto a saltare la gara di domenica. Nel 2023 ha firmato un doppio zero a causa di due cadute. L'anno successivo ha concluso terzo nella Sprint di sabato, ma nella sfida domenicale un problema meccanico l'ha costretto al ritiro. E, infine, lo scorso anno, è stato tamponato da Bezzecchi e la scapola destra ha richiesto un intervento d'urgenza. Stavolta la musica potrebbe cambiare. Marc Marquez arriva sull'isola di Lombok dopo aver vinto sei delle ultime nove gare.

Concentrazione ai livelli massimi

Il fuoriclasse della Ducati non ha festeggiato dopo il trionfo a Motegi. Ha mostrato un'insolita compostezza che ha lasciato molti perplessi. In realtà il #93 ha chiarito di voler evitare bruschi sbalzi di adrenalina per preservare le energie in vista dei weekend di gara. Proprio l'incidente dell'anno scorso a Mandalika l'ha spinto a rivedere anche il programma degli allenamenti. Ancor di più adesso, che si vede costretto a sudare sette camicie per vincere la sfida contro i due piloti dell'Aprilia. Sarà una sfida fino all'ultimo Gran Premio, ogni briciola di energia sarà fondamentale per difendere il trono della MotoGP.
Marquez ha offerto una spiegazione chiara per il mancato festeggiamento della vittoria a Motegi. "Non è che ridere sia stancante; ciò che è stancante sono i cambiamenti di umore. Vincere non mi fa cambiare atteggiamento, rimango concentrato... Durante i Gran Premi, l'adrenalina sale alle stelle, per poi calare improvvisamente. Gli alti e bassi emotivi richiedono molta energia. Perché dopo un picco di adrenalina arriva un calo. Ed è proprio questo che cerco di controllare, in modo che la linea rimanga il più stabile possibile".
Dall'Igna e Marquez

Ducati intorno a Marc

Concentrazione massima e pronti a spingere sul gas. Marc Marquez dista appena due punti dal leader di classifica Jorge Martin e vuole effettuare quanto prima il sorpasso. "Tutti in Ducati stanno lavorando al 100% per darmi ciò di cui ho bisogno per lottare contro Aprilia e per il campionato. Mi sento bene; mancano ancora sei Gran Premi. Alcune gare andranno meglio, altre peggio, potrebbe anche piovere in una, ma siamo lì, a lottare e a mettere in difficoltà Martin, che è il pilota più veloce".
Marc ha spiegato di aver trovato il giusto equilibrio tra velocità e gestione del rischio, una maturità che gli permette di controllare le gare senza spingere costantemente al limite. "Nel corso degli anni ho imparato che non è necessario vincere con 3 o 4 secondi di vantaggio; anche un decimo o un millesimo sono sufficienti... Potrei spingere a ogni giro, ma non avrebbe senso".

Elogi a Gigi Dall'Igna

Il nove volte campione del mondo non vuole che il suo passato a Mandalika influenzi il suo approccio al prossimo Gran Premio. Pur non avendo mai concluso una gara di MotoGP in Indonesia, Marc preferisce arrivare in pista con ottimismo. "La mentalità deve essere offensiva, poi vedremo. Non puoi iniziare a pensare di dover cercare di difenderti", ha concluso Marquez. Non prima di lodare il lavoro del direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall'Igna. "E' un grande leader. Penso che sia l'ingegnere di maggior successo nella storia del motociclismo".
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