Marc Marquez contro la MotoGP da baraccone. Poche ore prima di prendere il via nel GP che poi avrebbe dominato, il nove volte iridato ha saltato il Karting Challenge, un'idea degli organizzatori per intrattenere il pubblico di Motegi. Sul kart numero 93 c'erano la tuta rossa e il casco del pilota Ducati, ma dentro non c'era lui. Lo scherzo è durato pochi minuti, l'assenza è costato al nove volte iridato un richiamo da parte degli organizzatori. Ma ha aperto una riflessione su questi eventi promozionali in piena lotta per il titolo.
Il sosia smascherato in griglia
L'esibizione, voluta dal promotore Liberty Media, era pensata per intrattenere gli oltre 120.000 spettatori presenti a Motegi. Il sostituto di Marquez si è tradito da solo e una volta scoperto, ha abbandonato il kart ed è tornato a piedi in pit lane, senza prendere il via.
Il primo ad accorgersene è stato proprio il rivale diretto nella corsa al Mondiale, Jorge Martin, che a sua volta si è dichiarato molto contrariato dall'iniziativa. "Quando ci hanno parlato dell'evento, ero scettico, un colpo da dietro può lasciarti malconcio per la gara" ha detto il pilota Aprliia. "Io alla prima curva ho rallentato e sono rimasto lì con quelli più lenti".
Il rifiuto di Marc
Marquez ha raccontato che l'idea del sosia è nata quasi per scherzo all'interno del team. "In vista del warm-up ho detto che avevo bisogno di applicare il ghiaccio e uno dei membri del team ha detto: 'Sarebbe divertente mandare un sosia'. Ma l'hanno scoperto".
Dietro la scelta di Marc Marquez non c'è uno scherzo, ma una posizione netta. "C'è un limite. Ovviamente capisco lo spettacolo, ma siamo qui per lottare per un campionato, non per queste goliardate".
Poche ore dopo Marquez ha vinto la gara partendo dalla seconda posizione, chiudendo il weekend con il bottino pieno di 37 punti e portandosi a due lunghezze da Martin.
Qui l'analisi del week end perfetto del campionissimo.
Una garetta da matti
Il Karting Challenge si è disputato su un solo giro cronometrato dopo lo schieramento in griglia e i piloti non l'hanno ovviamente presa sul serio. Lo show comico l'ha firmato Jack Miller, con due banane montate sul volante in stile Mario Kart, che ha imboccato una strada di servizio finendo sul vecchio ovale di Motegi tra le risate del suo team. La MotoGP aveva già proposto eventi simili, come la corsa dei tuk tuk a Buriram a inizio stagione. Ma il caso Marquez dimostra che, sopratutto con il titolo in palio, non tutti sono disposti a giocare.
Inoltre c'è un altro aspetto da considerare: ha un senso trasformare i piloti della MotoGP in pagliacci da circo? Va bene la trasformazione del motociclismo, i tempi cambiano e anche i gusti del pubblico. Ma il nostro sport ha un'identità che "grandi show" come questa possono mettere in serio pregiudizio.
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