Il futuro di
KTM in MotoGP dipende dai risultati, e il numero uno di Mattighofen non lo nasconde. In un'intervista concessa a Speedwek, l'amministratore delegato
Gottfried Neumeister ha raccontato come ha convinto il nuovo azionista di controllo Bajaj a credere nelle corse, ammettendo però che la fiducia non è illimitata. Immaginate l'importanza strategica che ha avuto il successo di Pedro Acosta proprio nel recente GP Austria al Red Bull Ring.
Dall'insolvenza al controllo Bajaj
Per capire il contesto bisogna tornare indietro. KTM AG era finita in insolvenza alla fine del 2024. A fine maggio 2025, chiudendo la procedura di risanamento, Bajaj (azionista di minoranza e partner produttivo) mise a disposizione i fondi per pagare la quota concordata con i creditori: il 30% dei circa 1,6 miliardi di euro di debito originario. La parte principale, 566 milioni di euro, arrivò sotto forma di prestito poi convertito in azioni.
Il 23 ottobre 2025 la commissione austriaca per le acquisizioni diede il via libera: Bajaj poteva rilevare quel pacchetto azionario e prendere così il controllo di quella che allora si chiamava Pierer Mobility, la holding di KTM AG. A fine settembre il direttore finanziario di Bajaj, Dinesh Thapar, ha assistito per la prima volta a un evento MotoGP a Spielberg, per rendersi conto di persona di quanto le corse contino per il marchio e per le vendite.
I viaggi in India per salvare la MotoGP
Convincere il colosso indiano non è stato semplice, secondo quanto racconta Neumeister. "All'inizio c'era poca comprensione per il tema motorsport. Loro vengono dal mondo dei pendolari, dove si vende sul prezzo, e lì contano caratteristiche diverse rispetto a noi. Ci sono voluti diversi miei viaggi in India per convincerli. Non avremmo potuto confermare il nostro impegno in MotoGP per i prossimi cinque anni senza il loro sostegno".
Il manager austriaco respinge anche le voci di un trasferimento della produzione: "C'è il permesso dall'alto di mettere in piedi una squadra indipendente, quindi Bajaj non ha preso in mano la gestione. Circolavano anche voci secondo cui la produzione sarebbe stata spostata in India, ma c'è un chiaro impegno verso l'Austria. Abbiamo oltre 440 ingegneri che progettano prodotti di punta e fissano gli standard".
Non sono mancati momenti di solitudine: "Nei primi 18 mesi ero praticamente da solo, perché non riuscivo a rendere appetibile il lavoro a nessuno. Mi dicevano: 'Gottfried, sei un tipo simpatico, ma lasciati alle spalle l'insolvenza prima che io lasci il mio lavoro'".
La pazienza ha un limite
Oggi la situazione è più stabile, ma la pressione resta: "Ora siamo ben posizionati, Bajaj è soddisfatta di avere la visione d'insieme e noi ci occupiamo dello spettacolo. Ma naturalmente tutto dipende dal fatto che portiamo risultati. Non so quanto sia lunga la corda se non arrivano risultati e progressi".
Neumeister sa che la domanda sul senso delle corse tornerà sempre: "Ci si può sempre chiedere perché servano le corse e perché spendiamo così tanti soldi quando 500 persone vengono licenziate. Allora bisogna dimostrare con i dati come le corse abbiano un effetto positivo sulle vendite. 'Winning on Sunday, selling on Monday' funziona per la nostra azienda. Per questa frase il mio direttore finanziario mi odierà, ma nelle corse serve una certa generosità". Il messaggio è chiaro: in MotoGP KTM deve dimostrare in pista, e nei numeri, di meritare l'investimento.