Per il secondo Gran Premio di fila
Jack Miller si è ritrovato in sella a una Yamaha quasi inguidabile. Dopo Motegi, anche nel weekend MotoGP in Indonesia il pilota Pramac ha vissuto una domenica da dimenticare, chiusa con una caduta al quinto giro mentre era diciassettesimo.
Stavolta, però, l'australiano non se la prende con le gomme. Miller sospetta che il problema di Mandalika possa essere legato al motore della M1.
Da Motegi a Mandalika
In Giappone Miller aveva attribuito i grossi problemi all'anteriore nel traffico alle pressioni di partenza degli pneumatici, a suo dire "ridicolmente sicure". In Indonesia lo scenario si è ripetuto, ma la diagnosi del pilota è diversa e tocca la gestione elettronica e il propulsore.
"È stato abbastanza simile al Giappone. Stamattina avevo una sensazione ragionevolmente buona, ma appena siamo usciti per la Sprint la moto è diventata quasi inguidabile", ha spiegato Miller a Crash.net "Qualcosa non funziona come dovrebbe, che sia legato alla mappatura del carburante o a qualcos'altro. Il comportamento del motore è incostante e dobbiamo lavorare di più per capire perché".
Pramac a secco per la quarta volta
La domenica del team è stata complicata anche dall'altra parte del box. Toprak Razgatlioglu si è ritirato, frenato dalla spalla destra lussata nella caduta del sabato mattina in FP2: della sua situazione abbiamo parlato in
Incubo spalla per Toprak Razgatlioglu: ora teme l'operazione. Il risultato è che Pramac Yamaha non ha conquistato punti per il quarto weekend di Gran Premio consecutivo.
Il team director Gino Borsoi non nasconde la delusione: "Le aspettative erano alte, soprattutto per come era iniziato il venerdì, e speravamo di lottare per i punti. L'infortunio di Toprak ha sicuramente reso le cose più difficili, ma anche la caduta di Jack oggi è stata una battuta d'arresto di cui avremmo fatto a meno".
Il confronto con la squadra ufficiale non aiuta: Fabio Quartararo e Alex Rins sono andati a punti, chiudendo rispettivamente nono e quindicesimo.
Borsoi chiede un cambio di passo
Per Borsoi il potenziale c'è, ma qualcosa si perde lungo la strada: "Sappiamo di essere in difficoltà in questo momento, ma abbiamo dimostrato di poter lottare per i punti, quindi dobbiamo capire perché non riusciamo a trasformare quel potenziale in risultati".
La chiosa del dirigente suona come un richiamo all'intera squadra in vista delle prossime gare: "Dobbiamo cambiare qualcosa, essere più precisi nel nostro lavoro e assicurarci di fare tutto il possibile per dare a entrambi i piloti l'opportunità di ottenere i risultati che sappiamo essere alla nostra portata".
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