Alex Marquez, l'eterno "fratellino" del fenomeno Marc Marquez. Cos'altro deve dimostrare per essere considerato? C'erano già due titoli mondiali nel suo palmares prima dell'esordio in MotoGP.
Alex Marquez però ha davvero messo un punto fermo nella sua carriera con la strepitosa stagione 2025 appena andata in archivio. È perché aveva una Ducati? Guardate chi ha chiuso al vertice a parte lui ed il fenomenale fratello Marc. Avere un parente forte, in questo caso molto, molto stretto, può essere una condanna: in un periodo di facili confronti si tende a sottovalutare il valore di una stagione come quella appena conclusa dal numero #73 del team Gresini.
Cos'altro vi deve dimostrare?
Non è davvero il caso di tifoserie o "simpatie", ci pensano i fatti a parlare per il minore di casa Marquez. Non sempre, ma fin da subito è stato l'unico capace di tenere il passo di uno scatenato Marc Marquez, che voleva scrivere la grande storia.
Alex Marquez però era lì, secondo miglior pilota Ducati dietro appunto al fratello. Scontato? Mica tanto, guardate altri attesi ducatisti dove sono finiti...
Quest'anno
Alex Marquez ha scritto la sua pagina di storia più bella da quand'è in MotoGP. Tre vittorie più 11 podi nelle Sprint, tre vittorie più nove podi nei GP, in un totale di 22 eventi disputati in questa stagione 2025. Da non dimenticare anche una frattura alla mano sinistra per un brutto incidente nel GP dei Paesi Bassi, che l'ha segnato per qualche appuntamento. Secondo posto iridato era l'unica logica conseguenza in una stagione così brillante.
"Eh ma Marc Marquez..."
Il "problema" del vice-campione MotoGP 2025 è proprio il fratello e il continuo confronto. È indubbio il fatto che Marc sia quello con maggior talento, mentre Alex ha sempre dovuto lavorare ancora più duramente per raggiungere i suoi risultati. L'asticella messa da Marc è molto alta, difficile da raggiungere da molti (tutti?) nella MotoGP attuale, incluso Alex.
Nonostante la stagione di assoluto rilievo però non mancano mai i commenti sul "fratellino". Campione Moto3 2014, Campione Moto2 2019: la corona iridata è un pregio di cui possono vantarsi davvero in pochissimi tra il numero sterminato di piloti che, dal 1949 ad oggi, sono passati per il Motomondiale. Ed essere secondo dietro all'ultimo fenomeno dell'era moderna, allo stesso modo, non è un caso.